I lavori Acea a Ceccano sono al centro di un esposto del movimento “Ceccano per l’Acqua Pubblica” – Coordinamento Provinciale acqua pubblica – Comitato di Ceccano – sottoscritto dal presidente Domenico Aversa e inviato al sindaco Andrea Querqui e, per conoscenza, all’assessore competente, all’ufficio tecnico comunale ed al comandante della polizia locale.
“Il Gestore del Servizio Idrico Integrato, Acea Ato 5 S.p.A. – scrive Aversa -, è da giorni attivamente impegnato nello svolgimento di lavori nel sottosuolo del territorio comunale. Tali interventi vengono eseguiti, nella maggior parte dei casi, in prossimità di utenze di cittadini che hanno contenziosi aperti con il Gestore. Nella fase di esecuzione di tali interventi, si rileva una totale assenza della segnaletica di cantiere prescritta. Tale mancanza impedisce di identificare la finalità dei lavori, la tipologia delle opere e gli estremi delle autorizzazioni necessarie (occupazione suolo pubblico, manomissione asfalto) emesse dall’Ufficio Tecnico”.

“Le condotte sono patrimonio pubblico e il Comune deve vigilare”
Il Coordinamento Provinciale acqua pubblica – Comitato di Ceccano ribadisce “con fermezza che le infrastrutture del servizio idrico (acquedotti, fognature e depurazione) sono e rimangono di esclusiva proprietà del Comune di Ceccano e della collettività. In quanto proprietario, il Comune riveste il ruolo di Custode delle Infrastrutture (ex art. 2051 c.c.), con l’obbligo di vigilare su qualsiasi intervento che possa alterare il patrimonio pubblico. Qualsiasi modifica alle tubazioni di adduzione verso i contatori rappresenta un intervento su beni comunali che insistono su suolo pubblico: tali attività devono essere preventivamente concordate e regolarmente autorizzate dall’Ente proprietario. Sulla base dei riscontri diretti e delle segnalazioni ricevute, il Comitato ritiene l’attività del Gestore Acea Ato 5 S.p.A. mancante dei presupposti richiesti dalla legge”.
“Lavori in spregio di prerogative comunali e delibere Arera”
Secondo il presidente Aversa, si tratta di una “condotta operata in palese spregio delle prerogative dell’Amministrazione Comunale e della trasparenza dovuta ai cittadini, agendo al di fuori dei binari della legalità procedurale. Si ravvisa, inoltre, una chiara violazione delle delibere dell’autorità competente Arera in materia di qualità contrattuale e tecnica, le quali impongono standard di comunicazione e trasparenza che il Gestore sta sistematicamente ignorando”. Per questo il coordinamento Acqua pubblica invita formalmente il sindaco, “in qualità di massima autorità locale e garante della salute pubblica e degli interessi della collettività, ad assumere ogni iniziativa necessaria affinché il proprio ruolo fondamentale di indirizzo e controllo venga esercitato con la pienezza e l’efficacia che le funzioni istituzionali richiedono”.

“Si assicurino pieno rispetto di convenzione e norme vigenti”
In particolare nell’esposto si sollecita di “pretendere e agire con fermezza affinché il Gestore Acea Ato 5 S.p.A. rispetti rigorosamente le normative tecniche e autorizzative richieste per operare sul territorio. Disporre un intervento urgente di verifica tecnica e di polizia locale sui cantieri segnalati per accertarne la regolarità. Assicurare il pieno rispetto della Convenzione di Gestione e delle norme vigenti, affinché le stesse non siano ridotte a meri simulacri privi di valore legale, ma restino lo strumento primario per la salvaguardia dei diritti dei cittadini e della corretta gestione del bene pubblico”.