Anagni – Manifesti oltraggiosi contro la premier Meloni, i carabinieri identificano i responsabili

Indagine lampo dei Carabinieri dopo l’affissione abusiva nella “Città dei Papi”: ipotesi di reato di vilipendio

Svolta nelle indagini sui manifesti offensivi comparsi lo scorso marzo in diversi punti di Anagni. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione cittadina hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria complessivamente sette persone con l’ipotesi di reato di vilipendio, al termine di una mirata attività investigativa avviata subito dopo l’affissione dei cartelloni ritenuti offensivi.

I manifesti erano stati affissi in varie zone della “Città dei Papi”, in modo anonimo e senza alcuna autorizzazione. L’elaborazione grafica riportata sui cartelloni raffigurava per metà il volto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e per l’altra metà un volto femminile vistosamente martoriato. Sull’immagine era inoltre sovrascritta la frase “Prima gli israeliani”.

Le tempestive indagini condotte dai militari dell’Arma hanno consentito di ricostruire la dinamica degli eventi e di documentare in modo puntuale le responsabilità dei soggetti coinvolti. In particolare, sono stati individuati tra tutti i quattro autori materiali dell’affissione dei manifesti, ai quali verrà comminata anche una sanzione amministrativa per l’affissione non autorizzata.

La vicenda aveva suscitato immediate reazioni istituzionali. Il vicesindaco di Anagni, Riccardo Ambrosetti, aveva parlato di un gesto gravemente offensivo e oltraggioso nei confronti della Presidente del Consiglio, definendolo un atto di inciviltà e illegalità, estraneo a qualsiasi forma di confronto politico. Ambrosetti aveva inoltre annunciato la presentazione di una formale denuncia querela contro ignoti presso la Stazione dei Carabinieri di Anagni, chiedendo che i responsabili fossero individuati anche attraverso il sistema di videosorveglianza cittadino.

Con la denuncia delle sette persone si chiude dunque una prima fase dell’attività investigativa, che ha permesso di dare un volto ai presunti responsabili dell’episodio e di riportare l’attenzione sul rispetto delle istituzioni e delle regole della convivenza civile.

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