Un’iniziativa degli speleologi Carla Moreno e Roberto Pettirossi, geologo, entrambi affiliati alla FUGS, Federazione Umbra Gruppi e Speleologici, che intende far “emergere” e conoscere il “mondo nascosto” del sottosuolo di Arpino, attraverso la loro attività esplorativa documentata con scatti suggestivi che immortalano luoghi fascinosi, quasi surreali. Un reportage fotografico per scoprire un patrimonio nascosto, fragile e prezioso, attraverso immagini, storie e natura.
«C’è un mondo nascosto sotto i nostri piedi, silenzioso e fragile, che raramente entra nello sguardo quotidiano. Da questa consapevolezza nasce il reportage fotografico “Segui il filo: Arpino sotterranea”, un progetto che unisce immagini e riflessione ambientale, trasformando il fascino del paesaggio sotterraneo in un’occasione di conoscenza e responsabilità».


“Segui il filo”, è da questa suggestione che prende avvio il percorso espositivo: un filo ideale che scende sotto la superficie, si insinua tra le pieghe della roccia ed attraversa il silenzio, guidando lo sguardo in un universo fatto di ombre, acqua e tempo. Le fotografie non si limitano a documentare, ma raccontano le grotte come archivi viventi, custodi di memoria e scrigni di biodiversità, luoghi da ascoltare più che da osservare.
Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di educazione ambientale che, il mese scorso, ha coinvolto anche gli alunni dell’indirizzo ITIS Chimica e Materiali dell’IIS “Tulliano” di Arpino. L’iniziativa ha potuto contare fin da subito sulla piena disponibilità dell’Amministrazione Comunale, che ha offerto sostegno e fiducia già dalle prime fasi organizzative, contribuendo in modo concreto alla realizzazione dell’idea.
Durante l’incontro con gli studenti, gli speleologi Roberto Pettirossi e Carla Moreno hanno guidato i ragazzi alla scoperta della geologia e delle peculiarità idrogeologiche del territorio arpinate, accompagnandoli in un viaggio tra le grotte locali, spesso invisibili agli occhi ma fondamentali per l’equilibrio ambientale. Nonostante la complessità e la natura “di élite” del tema, non sempre di immediato interesse quotidiano, l’esperienza ha suscitato attenzione e curiosità nei ragazzi, che hanno seguito con partecipazione ed interesse il percorso proposto.



«Ai giovani è stato trasmesso un messaggio chiaro: ciò che non si vede non è meno importante. Le grotte rappresentano riserve vitali di acqua e biodiversità, ecosistemi delicati che richiedono attenzione e tutela. Proteggere il sottosuolo significa, infatti, preservare anche la vita in superficie. “Seguire il filo significa cambiare sguardo”. Un invito a riconoscere il valore di un patrimonio nascosto che, proprio perché invisibile, rischia troppo spesso di essere dimenticato», spiegano gli organizzatori.
Per chi desidera scoprire cosa si celi sotto i propri piedi, l’appuntamento è per domani, sabato 9 maggio, dalle ore 11:00 fino a sera, nel cortile del Palazzo Borromeo su Corso Tulliano, nel centro storico della città di Arpino. Il reportage si inserisce all’interno del programma del Certamen Ciceronianum Arpinas, con ingresso libero, l’evento è aperto al pubblico. Un’occasione per entrare, almeno con lo sguardo, nel cuore della terra. Altre iniziative sono in elaborazione per i prossimi mesi.



