La festa dello Stirpe continua anche dopo il triplice fischio. In mezzo all’entusiasmo di una città intera, Massimiliano Alvini e Renzo Castagnini si prendono la scena raccontando emozioni, sacrifici e retroscena di una cavalcata che ha riportato il Frosinone in Serie A.
Il tecnico giallazzurro, visibilmente emozionato, ha parlato con il sorriso di chi sente di aver completato un percorso importante: “Forse l’allenatore un po’ matto lo è davvero”, scherza Alvini. “Sono felice per tutti: società, tifosi e città. Voglio ringraziare i ragazzi, il mio staff e tutte le persone che hanno condiviso questo viaggio. Questa promozione ce la siamo meritata”.
L’allenatore ha poi mostrato un braccialetto ricevuto dal suo migliore amico con la scritta “l’ora più bella”, simbolo di un momento speciale della sua carriera. “Per me è la chiusura di un cerchio. Questo è il sesto salto di categoria e ci tenevo tantissimo a vincere la Serie B. Da domani si aprirà una nuova sfida in Serie A, che vogliamo affrontare con la stessa determinazione”.
Parole cariche di gratitudine anche verso la società: “Ho avuto la fortuna di lavorare in un ambiente straordinario. Il presidente Maurizio Stirpe, insieme ai direttori Doronzo e Castagnini, mi ha aiutato tantissimo. Adesso Frosinone deve godersi questa serata fino in fondo”.
Poi la dedica più sentita, rivolta alla moglie Carla: “Non sono frasi di circostanza. Ho passato anni lontano da casa e oggi raggiungo un traguardo che per me vale tantissimo. Questa promozione è per lei”.
Accanto ad Alvini, anche il direttore sportivo Renzo Castagnini ha sottolineato la forza del club giallazzurro: “Negli ultimi dieci anni il Frosinone è andato in Serie A con quattro allenatori, quattro direttori e squadre diverse. Questo dimostra che la vera forza è la società, perché qui si può lavorare bene”.
Castagnini ha elogiato il gruppo costruito durante la stagione: “Abbiamo inserito i giocatori giusti nei posti giusti e tutti hanno dato qualcosa. Però il valore aggiunto è stato l’allenatore. La cosa più bella è che abbiamo conquistato la promozione attraverso il gioco, l’organizzazione e il lavoro quotidiano”.
Il dirigente ha poi ricordato i momenti difficili vissuti durante il campionato: “Fino a due settimane fa tanti ci davano per finiti, dicevano che saremmo crollati. Invece il gruppo è rimasto compatto e ognuno ha fatto la propria parte, dal magazziniere fino allo staff tecnico”.
Determinante, secondo Castagnini, anche il cambio di mentalità maturato in autunno: “Dopo la sconfitta di Monza radunai squadra e allenatore dicendo che, se volevamo essere ambiziosi, dovevamo credere davvero nella Serie A. In quel momento ho capito che ce la potevamo giocare con tutti”.
E sull’emozione vissuta davanti ad uno Stirpe gremito: “Mi sono commosso tantissimo. Uno stadio così ti entra dentro. Da domani si ricomincerà a lavorare, ma queste immagini resteranno per sempre”.