Conferma dello stabilimento di Cassino come plant dove si sviluppa la produzione delle auto su piattaforma Premium; definizione di tempi ravvicinati per i lanci produttivi più volte comunicati nei vari incontri anche in sede Ministeriale: conferma della produzione di Maserati Grecale nell’attuale versione e in quella futura su nuova piattaforma large, predisponendola sia con motorizzazioni elettriche che con quelle ibride; conferma dei prossimi lanci produttivi delle due future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, sia elettriche che ibride a tutt’oggi più volte rinviate/sospese. Sono le priorità rivendicative approvate dal Coordinamento nazionale Fim Cisl del Gruppo Stellantis, svoltosi oggi a Roma alla presenza del segretario generale Fim Ferdinando Uliano e del coordinatore nazionale responsabile del settore Stefano Boschini, in vista dell’Investor Day 2026 a Detroit da parte del ceo Antonio Filosa.

Vanno ribadite le produzioni Grecale, Stelvio, Giulia e nuovo modello
Secondo Fim-Cisl sono altrettanto importanti la “conferma dell’altro nuovo modello premium su piattaforma Large comunicato in produzione, sempre nelle due versioni, dal 2027. Un progetto di sviluppo e produzioni di nuovi modelli Maserati (ex Levante e ex Quattroporte). La predisposizione di una iniziativa produttiva in grado di sviluppare attività nell’immediato, in modo da saturare a livello produttivo l’attuale occupazione, nell’attesa dei nuovi lanci produttivi. L’annuncio di un piano di risalita occupazionale coerente con la tempistica dell’attività produttiva”. Il Coordinamento, esprimendo preoccupazione per la situazione che stanno vivendo in particolare alcuni siti del Gruppo e dell’indotto nel nostro Paese, ritiene necessario che Stellantis presenti un Piano che rappresenti una svolta concreta e positiva e riconfermi l’importanza dell’Italia nella strategia del Gruppo.
Prioritario che la multinazionale non chiuda stabilimenti italiani
Questa dovrà trovare conferma nell’impegno a non chiudere stabilimenti, attività produttive e altre attività di Enti, e a non ricorrere a licenziamenti e riduzioni occupazionali unilaterali. La Fim Cisl, chiede la riconferma degli impegni a sviluppare la progettazione e la ricerca delle linee di prodotto e delle produzioni dei brand italiani (Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Maserati), oltre che dei veicoli commerciali, rafforzando la leadership del nostro Paese attraverso lo sviluppo e l’assegnazione delle future motorizzazioni (punto di eccellenza dell’allora FCA e, prima ancora, FIAT, riconosciuto nel mondo), oltre alla conferma di produrre in Italia, per l’Europa, i modelli Jeep.
Urge un cronoprogramma che definisca i tempi del rilancio
In questo senso, il Coordinamento Stellantis FIM chiede che il nuovo Piano Industriale 2026 quantifichi gli investimenti differenziandone la tipologia (infrastrutture, ricerca e sviluppo, nuove piattaforme e modelli, formazione, ecc.) e le linee strategiche nel settore automotive, predisponendo opportuni investimenti su: digitalizzazione, guida autonoma, servizi alla mobilità e recupero della competitività e del gap tecnologico sulla motorizzazione elettrica. Questo, però, “all’interno di un cronoprogramma che definisca precisamente i tempi di attuazione dei vari lanci produttivi, la stima dei volumi e degli effetti occupazionali possibili relativi alla riduzione degli ammortizzatori sociali e a nuovi ingressi/assunzioni, con impegni alla stabilizzazione contrattuale una volta stabilizzati i volumi, facilitando il ricambio generazionale”.
Ora finalmente una svolta concreta e garanzie sulle prospettive
Tutto questo deve, infine, avere delle conseguenze positive per l’indotto – avvertono i metalmeccanici Cisl -, con impegni e garanzie produttive per la componentistica delle produzioni dei plant italiani di Stellantis. “Dalla presentazione del Piano Industriale ci aspettiamo una svolta concreta e una risposta significativa alle richieste avanzate nel presente documento, sia in merito alla conferma degli impegni assunti nei mesi scorsi durante i diversi incontri presso il MIMIT, sia rispetto alle ulteriori richieste finalizzate a rafforzare investimenti e occupazione. È necessario garantire prospettive di sviluppo per Stellantis in Italia e per tutte le aziende dell’indotto, oggi in una condizione di forte sofferenza produttiva e occupazionale, con pesanti ricadute sul lavoro e sulle prospettive future del settore”.
L’Ue riveda il regolamento nel senso della neutralità tecnologica
La Fim sollecita una revisione del regolamento UE sulle emissioni nella direzione della neutralità tecnologica e la “la necessità di un piano europeo per l’automotive di carattere espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse comparabili a quelle del Next Generation EU”. (…) “Anche l’introduzione di requisiti “made in Europe”, in assenza di adeguati incentivi e di una chiara strategia industriale, rischia di rivelarsi inefficace. Il Governo deve fare la propria parte, sia nel confronto europeo sia nelle politiche industriali nazionali”, conclude il documento approvato dal coordinamento nazionale dei metalmeccanici della Cisl.