Ancora una situazione critica al Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Santa Scolastica’ di Cassino. Stavolta a finire al centro di un presunto episodio di malassistenza è un pensionato di 90 anni, trasportato in ospedale dopo una caduta e ricoverato con alcune ferite alla bocca.
A raccontare quanto accaduto è la figlia dell’anziano, che ha contattato la nostra redazione inviando un dettagliato racconto dei fatti e una fotografia del padre.
Secondo il racconto della donna, il padre sarebbe rimasto a lungo sanguinante senza ricevere un intervento immediato per arrestare l’emorragia. Una versione che al momento rappresenta esclusivamente la testimonianza della familiare.
«Mio padre perde sangue dalla bocca e per poterlo bloccare ho dovuto mettere io le mani per fermare la fuoriuscita di sangue. Mi sono attaccata al campanello ma nessuno ha ascoltato le mie richieste. Non riesco a comprendere come possa accadere una cosa simile. Forse perché mio padre è anziano?», racconta la donna.
Momenti di forte tensione che avrebbero spinto la figlia a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. La donna si è riservata di presentare una denuncia formale affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
L’episodio riaccende inevitabilmente l’attenzione sul Pronto Soccorso cassinate, una struttura che negli ultimi anni è stata spesso al centro di segnalazioni e polemiche. Sindacati e operatori sanitari hanno più volte denunciato carenze di personale, spazi ridotti, sovraffollamento e condizioni di lavoro particolarmente difficili, situazioni che secondo diverse organizzazioni rischierebbero di ripercuotersi sui tempi di assistenza e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.
Già in passato non sono mancate proteste da parte degli utenti per le lunghe attese e per le difficoltà riscontrate all’interno del reparto d’emergenza, mentre la stessa Asl ha annunciato interventi strutturali e organizzativi per migliorare l’accoglienza e ridurre le criticità.
Ora sarà eventualmente l’esito degli accertamenti a chiarire cosa sia realmente accaduto nelle ore successive al ricovero del novantenne e se vi siano state o meno omissioni nell’assistenza. Nel frattempo resta la denuncia pubblica di una figlia che chiede risposte per il padre e che sostiene di essersi sentita sola in un momento di emergenza.