Ondate di calore a Frosinone, Alleanza Verdi Sinistra: “Una città verde contro una città da bollino rosso”

AVS: "La protezione dal caldo è una questione sanitaria, sociale e ambientale. Le misure emergenziali non bastano più"

“Con le temperature che in questi giorni stanno stringendo Frosinone in una morsa d’afa insopportabile, emerge con drammatica chiarezza la vulnerabilità del nostro territorio. Il cambiamento climatico non è un’emergenza del futuro: è il presente. Le temperature urbane estive hanno ormai raggiunto livelli critici in molte città italiane, con valori superiori ai 40°C per giorni consecutivi e conseguenze sempre più pesanti sulla salute pubblica. L’estate non è più soltanto sinonimo di vacanze, mare o montagna: il caldo estremo è diventato un rischio concreto per la salute e per la qualità della vita”. – Ad intervenire con una nota, Alleanza Verdi Sinistra Frosinone.

“Assenza di visione strategica”

Poi i Verdi proseguono: “Eppure, di fronte a questa realtà, l’amministrazione comunale continua a muoversi con la consueta logica dell’emergenza, limitandosi a diffondere consigli generici alla cittadinanza e trattando un problema strutturale come se fosse un’improvvisa anomalia meteorologica. Il 2026 si preannuncia già come una delle annate più calde mai registrate, in continuità con il trend degli ultimi anni. A rendere ancora più grave la situazione contribuiscono due fenomeni: da un lato l’urbanizzazione e la progressiva riduzione degli spazi verdi, dall’altro l’invecchiamento della popolazione, che aumenta il numero di persone esposte ai rischi del caldo estremo. Il risultato è una crescente pressione sui servizi sanitari e sociali e una domanda sempre maggiore di interventi pubblici. In questo contesto, l’amministrazione Matrangeli mostra una preoccupante assenza di visione strategica. Non basta distribuire opuscoli o attendere la fine dell’estate: occorre ripensare radicalmente la città.

È necessario avviare una mappatura delle isole di calore urbane, integrandola con dati relativi alla disponibilità dei servizi e agli indicatori socioeconomici dei quartieri. Solo così sarà possibile individuare con precisione le aree più vulnerabili e programmare interventi mirati. Le conseguenze del caldo urbano sono infatti molteplici. Sul piano sanitario aumentano i rischi di stress termico, colpi di calore, disidratazione e aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, soprattutto tra anziani, bambini e persone fragili. Sul piano infrastrutturale, temperature elevate possono causare danni a strade, reti idriche, linee elettriche e infrastrutture di trasporto. Sul piano economico, diminuiscono la produttività dei lavoratori esposti al sole, aumentano i consumi energetici e cresce il rischio di blackout, mentre la vivibilità complessiva della città si deteriora. È paradossale che il Sindaco continui a celebrare nuovi interventi di asfalto e cemento mentre i cittadini affrontano giornate da bollino rosso”.

“Urge approvare il PAESC”

“Frosinone paga oggi una totale assenza di pianificazione urbanistica orientata alla resilienza climatica. Per questo riteniamo urgente l’approvazione di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) realmente operativo e integrato con il futuro Piano Urbanistico Comunale e con un Piano del Verde Urbano. Servono regolamenti edilizi che favoriscano l’adattamento climatico, materiali più performanti negli spazi pubblici, superfici permeabili, asfalti termoriflettenti e programmi di incentivazione per la realizzazione di coperture riflettenti sugli edifici pubblici e scolastici. – Aggiungono da Alleanza Verdi Sinistra Frosinone – Occorre inoltre investire in una rete diffusa di infrastrutture verdi e blu: alberature stradali adeguatamente curate, parchi urbani, cinture verdi, aiuole drenanti, pergolati vegetati, orti urbani, tetti verdi, pareti verdi e facciate vegetate. Sul fronte della gestione delle acque e del microclima è necessario realizzare giardini della pioggia, canali drenanti vegetati, bacini di ritenzione e sistemi naturali di infiltrazione.

Parallelamente, ogni quartiere dovrebbe poter contare su veri e propri rifugi climatici: spazi ombreggiati e accessibili, cortili scolastici, giardini pubblici e centri di comunità capaci di offrire sollievo durante le ondate di calore. Questa rete dovrebbe essere integrata dalla mappatura e dall’apertura straordinaria di luoghi pubblici climatizzati, come biblioteche, centri anziani e strutture culturali. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze con una logica temporanea. La protezione dal caldo è una questione sanitaria, sociale e ambientale. Le misure emergenziali non bastano più: il caldo estremo è ormai una realtà strutturale con cui Frosinone dovrà confrontarsi sempre più spesso. La salute dei cittadini e la vivibilità della nostra città non possono attendere”. – Concludono.

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