REMS e salute mentale: le domande che restano senza risposta e le istituzioni che scelgono il silenzio

Resta aperta una lunga serie di interrogativi. Nessuna risposta dalla Savo e quindi dalla Regione e i dubbi permangono

(Segue…LEGGI QUI) C’è un genere di silenzio che fa più rumore delle risposte scintillanti ed è il silenzio che arriva quando si fanno domande scomode, che non interessano ai sondaggi, che non spostano consensi, che non finiscono sui manifesti elettorali. Viviamo in un’epoca in cui la devianza affascina, purché resti a distanza di sicurezza e non entri a contatto con le nostre vite che riteniamo intoccabili ed indiscutibili. Amiamo il true crime e respiriamo un’aria dove la fascinazione del male è presente, seppur mascherata da fiction.
Quando però il caos mediatico si spegne, quando il sangue non fa più audience e i flash dei fotografi si dirigono altrove, cala un silenzio assordante. Nell’abisso delle cose dimenticate, è proprio lì che sosta il vero mondo della devianza. È lì che stanno le REMS.

Come anticipato in precedenza, le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza sono strutture sanitarie che accolgono persone con disturbi mentali autrici di reato. Persone con storie di marginalità, dipendenza, dolore non ascoltato, che hanno attraversato una linea sottile, quella che separa la sofferenza dal gesto concreto, che ora vivono in una zona grigia tra la cura e la pena. Una zona grigia che le linee guida vorrebbero illuminare con percorsi riabilitativi, apertura al territorio, temporaneità del ricovero. Una zona grigia che nella realtà, come ci ha raccontato il Garante dei detenuti del Lazio, è piena di buchi neri che forse solo le istituzioni possono riempire.

La domanda è semplice: chi se ne occupa, a livello istituzionale?

Per rispondere, ci siamo rivolti ad Alessia Savo, presidente della VII Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Lazio. È lei la figura istituzionale più competente sul tema. È la Regione che finanzia le REMS, che dovrebbe monitorarne la qualità e garantire che le linee guida non restino ipotesi utopiche su carta.

Riportiamo qui le domande, poste un mese fa alla Dott.ssa, ancora in attesa di una risposta: “Quante persone nel Lazio sono in lista d’attesa per un posto in REMS? La nuova struttura di Ceccano, con i suoi quaranta posti, è sufficiente a coprire il fabbisogno regionale? Il Lazio monitora la qualità dei percorsi terapeutici, non solo la disponibilità di posti letto? Il sindacato UGL Salute ha denunciato che a Ceccano la riabilitazione psichiatrica sarebbe garantita per meno del trenta per cento degli ospiti, è a conoscenza di questa situazione? La Legge 81/2014 prevede che il ricovero in REMS sia l’extrema ratio: nel Lazio questa indicazione viene rispettata?”.

Parliamo di domande documentate, nate soprattutto dalla preoccupazione che fa eco a una paura collettiva di molti, di quelli che ancora credono che serva integrare i mondi marginali e spaventosi nella realtà vicina a noi. Per conoscere, curare e possibilmente sperare in giorni diversi da questi.

La risposta non è mai arrivata.

Eppure Alessia Savo, il 19 giugno scorso, ha trovato tempo e disponibilità per incontrare il sindaco di Ceccano e la sua delegazione, fornendo rassicurazioni dettagliate sulla Casa della Salute cittadina, con dati tecnici elaborati insieme ai funzionari regionali. Un incontro puntuale, rapido, efficiente.

Le istituzioni che scelgono il silenzio

Sul futuro della Casa della Salute, la Regione risponde. Sulle persone che vivono dentro la REMS, su chi sono, come stanno, se davvero vengono curate e non solo custodite, il nulla. Di nuovo l’abisso per i reietti. La Casa della Salute riguarda i cittadini che votano, che si lamentano, che scendono in piazza. Le REMS riguardano persone che non votano, che non scendono in piazza, che non hanno voce nei consigli comunali né nei comunicati stampa. Sorge spontaneo chiedersi: forse è vero che la devianza non fa notizia, e non fa prendere voti? Ma abbiamo sempre una speranza. (…Continua).

- Pubblicità -
Lucia Cicciarelli
Lucia Cicciarelli
Nasco mediatrice interculturale, cresciuta tra i margini del mondo e le storie che li abitano. Durante la mia tesi magistrale "Il giornalismo racconta il carcere: nuove strade per un'informazione inclusiva e consapevole" ho capito che il racconto può essere uno strumento di giustizia, o di danno: dipende da chi lo impugna e come. Il teatro mi ha insegnato che il dolore degli altri risuona dentro di noi, se gli lasciamo spazio. La mediazione interculturale mi ha insegnato che esistono mondi invisibili a pochi centimetri dai nostri occhi. L'educativa di strada mi ha insegnato che la realtà, per quanto difficile da guardare, non perde mai la sua bellezza, se la si racconta con onestà. Oggi sono una professionista che lavora in progetti sociali, docente di mediazione interculturale e mediatrice. Sono aspirante giornalista per Frosinone News con la rubrica "Risalire". Scendo dove la luce non arriva, e risalgo portando con me quello che ho trovato, nella speranza di fare da ponte per le vite degli altri, restituendo loro bellezza e verità qualora le avessero perse.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Alla guida sotto effetto di alcol, fermato con un valore quattro volte superiore il limite: denuncia e patente ritirata

Esperia - Controlli dei Carabinieri sulla viabilità provinciale: un 47enne di Pontecorvo è risultato positivo all’etilometro

Finto maresciallo dei Carabinieri truffa e deruba un’87enne: secondo colpo in poche ore ai danni di anziani

Ferentino - Dopo il caso di Frosinone, un’altra pensionata è stata convinta a consegnare gioielli in oro per liberare la figlia

Trovato con cocaina, contanti e un coltello: denunciato un 45enne

L’uomo, residente a San Giorgio a Liri, è stato controllato dai Carabinieri di Ausonia durante un servizio antidroga

Bottiglia incendiaria lanciata nel parcheggio di un’attività di autodemolizioni, notte di fuoco sulla Monti Lepini

In fiamme una Fiat 500: indagano i carabinieri. L’auto e i resti dell’ordigno sono stati sequestrati per gli accertamenti

Terremoto in Venezuela, il Lazio risponde presente: partito il team di Ares 118 per l’emergenza

Il sisma ha provocato centinaia di vittime e migliaia di sfollati in un Paese che ospita una delle più numerose comunità italiane al mondo

Furto notturno da “Pizzapì”, le telecamere immortalano il ladro a volto scoperto: è diventato l’incubo dei commercianti

Colpita nella notte la pizzeria di via Rosselli. Le immagini di videosorveglianza hanno ripreso il responsabile ed è un soggetto già noto
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -