Morbillo al concorso per magistratura, allarme contagi e alert alle regioni: le linee guida dell’Iss

Quanti hanno partecipato al concorso sono invitati a prestare attenzione all'eventuale comparsa di sintomi compatibili con il morbillo

Il Ministero della Salute ha confermato un caso di morbillo in un candidato al concorso per magistratura ordinaria, svolto alla Fiera di Roma dal 22 al 26 giugno 2026. Il candidato era presente alle prove dal 23 al 25 giugno. Così è scattato l’alert alle regioni per monitorare i contagi. Il Ministero ha inviato una comunicazione al Ministero della Giustizia, con un’informativa per i candidati, nella quale, fra l’altro, tutti coloro che hanno partecipato al concorso sono invitati a prestare particolare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi compatibili con il morbillo: febbre elevata, tosse, rinite, congiuntivite, rash cutaneo”. Un’informativa è stata inviata anche alle Regioni.

In questo scenario, il Reparto Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un focus mirato spiegando che il morbillo è una malattia esantematica di origine virale altamente contagiosa, e che può causare gravi complicanze che comprendono anche il decesso. Fortunatamente, la malattia può essere prevenuta con la vaccinazione. In Italia, come in tutta Europa e nelle altre regioni del mondo, l’OMS ha fissato obiettivi per l’eliminazione del morbillo. 

Come è stato l’andamento del morbillo negli scorsi anni? 

In Italia dal 2013, anno di inizio della sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, l’andamento dei casi ha avuto il suo picco nel 2017, con 5397 casi. Con l’introduzione dell’obbligo vaccinale nel 2017, i numeri sono gradualmente diminuiti, fino a toccare livelli più bassi negli anni della pandemia (2020–2022), grazie anche alle misure di contenimento del COVID-19 che hanno ridotto la circolazione di molti virus a trasmissione aerea. Infatti, durante la pandemia COVID-19 si sono registrate poche decine di casi (8 nel 2021, 15 nel 2022), mentre nel 2023 i casi sono stati 43. Nel 2024, i casi sono stati 1054 e nel 2025 529.

Secondo dati pubblicati dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), tra il 2013 e oggi in Europa si registrano ogni anno tra i 10.000 e 15.000 casi. Nel 2023 i casi notificati sono stati 13821, mentre nel 2024 hanno superato i 35mila. I dati preliminari per il 2025 parlano di 7655 casi in 30 paesi europei, con otto morti, quattro in Francia, tre in Romania e uno in Olanda. 

Anche a livello globale la situazione non è incoraggiante. Secondo l’OMS, nel 2023 sono stati registrati circa 10,3 milioni di casi di morbillo nel mondo, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. E il dato più tragico riguarda i decessi: nello stesso anno, circa 107.000 persone sono morte a causa della malattia, la maggior parte delle quali erano bambini sotto i cinque anni. Nel 2024 il numero dei casi è aumentato fino a 11 milioni, mentre i morti sono stati 95mila.

Come sono le coperture vaccinali contro il morbillo in Italia e perché il morbillo circola ancora?

Vista l’elevata contagiosità del morbillo, per prevenire focolai e raggiungere l’eliminazione sono necessarie coperture vaccinali (CV) nella popolazione di almeno il 95% con due dosi di vaccino. In Italia, a livello nazionale, la CV per la prima dose di vaccino a 24 mesi di età (coorte di nascita 2021) è pari al 94,6%, sostanzialmente stabile rispetto quella del 2022 (94,4%). La CV per la seconda dose a 5-6 anni di età (coorte 2016), invece, è diminuita di 0,3 punti percentuali rispetto al 2022, da 85,1% a 84,8%. Esistono inoltre ampie variazioni tra le Regioni, con un range, per la prima dose, da 83,8% a 97,3%, e per la seconda dose a 5-6 anni, da 71,0% a 94,2%. Solo 10 Regioni/P.A. hanno raggiunto l’obiettivo del 95% di copertura vaccinale per la prima dose, mentre nessuna Regione/P.A. ha raggiunto una CV di almeno il 95% per la seconda dose.

A chi è consigliato il vaccino?

Il vaccino contro Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) è un vaccino vivo attenuato, altamente efficace e sicuro.  Il calendario vaccinale prevede due dosi di vaccino MPR, la prima a 12 mesi di età, la seconda a 5-6 anni. È disponibile anche un  vaccino combinato chiamato MPRV, che contiene sia il vaccino MPR che il vaccino antivaricella. La seconda dose può essere somministrata anche prima, in qualunque momento (per esempio, durante un’epidemia, in caso di esposizione), assicurandosi che siano passate almeno quattro settimane dalla prima somministrazione. Una singola dose di vaccino contro il morbillo, somministrata dai 12 mesi di età, ha un’efficacia molto elevata, stimata essere superiore al 95%; l’efficacia di due dosi è di circa il 97%. La vaccinazione con MPR è obbligatoria fino ai 16 anni di età. È inoltre indicata anche per qualsiasi persona non immune che non abbia documentazione scritta di immunità verso il morbillo.
Il vaccino è controindicato in caso di reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o di reazione allergica grave ad un componente del vaccino. Inoltre, è controindicato per le persone con immunodeficienza grave dovuta a malattia o terapie/trattamenti, es. terapia immunosoppressiva a lungo termine, terapia antiblastica, terapia radiante, trapianto, e nelle donne in gravidanza.

Quali sono i benefici e rischi della vaccinazione?

Un vaccino, come qualsiasi altro farmaco, è in grado di causare reazioni avverse. Tuttavia, il vaccino MPR ha un elevato profilo di sicurezza e il rischio della vaccinazione é di molto inferiore ai rischi della malattia. Prima dell’introduzione di programmi vaccinali estesi contro il morbillo negli anni 60, oltre 2 milioni di persone morivano ogni anno nel mondo a causa del morbillo. Fino al 30% dei casi sviluppa complicanze, tra cui la polmonite (un caso ogni 20), e l’encefalite (un caso su 1.000). Il decesso avviene in un caso ogni 1.000 circa. Recentemente il morbillo ha causato tre decessi negli USA. Inoltre, nella Regione Europea dell’OMS, nel 2024 sono morte 38 persone per complicanze dovute al morbillo. A livello mondiale è una delle cause più frequenti di decessi nei bambini piccoli. Le reazioni avverse più frequenti sono quelle locali (es. gonfiore, arrossamento e dolore nel sito d’iniezione. La maggior parte delle reazioni sono lievi. Circa il 5-15% dei vaccinati può presentare febbre e esantema, che inizia circa 6-12 giorni dopo la vaccinazione e che dura, in genere, per uno o due giorni. Raramente possono presentarsi convulsioni febbrili (1/30.000) o una transitoria riduzione del numero delle piastrine (1/30.000), queste reazioni sono più frequenti in caso di malattia (es. trombocitopenia in 1 caso ogni 3.000). Altre complicanze includono dolori e infiammazione articolare (più frequenti negli adolescenti o adulti, soprattutto donne). Le reazioni gravi, come le gravi reazioni allergiche al vaccino sono molto rare e gli studi condotti hanno escluso qualsiasi relazione tra vaccino MPR e l’autismo.

Verso l’eliminazione

L’obiettivo di eliminazione del morbillo prevede la mancanza di trasmissione endemica per almeno 12 mesi consecutivi, supportata da un sistema di sorveglianza in grado di rilevare tempestivamente casi e focolai. In questo scenario, la qualità della sorveglianza, l’integrazione tra componente clinica, epidemiologica e virologica, e il ruolo strategico della rete MoRoNet sono essenziali per documentare l’assenza di trasmissione continua e garantire una risposta rapida ed efficace in caso di nuovi focolai.

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