La ferita è ancora aperta, profonda, difficile da rimarginare. La mancata iscrizione del Sora Calcio al prossimo campionato di Serie D, maturata al termine della travagliata gestione di Angelo Tinto, ha rappresentato uno dei passaggi più dolorosi della recente storia sportiva della città. Un epilogo che ha privato il calcio bianconero del suo patrimonio sportivo, lasciando sgomenti un’intera comunità e migliaia di tifosi.
Eppure, proprio quando tutto sembrava perduto, Sora ha reagito. Lo ha fatto con una compattezza istituzionale e civile che raramente si osserva nel panorama calcistico italiano. Amministrazione comunale, professionisti, imprenditori e cittadini hanno deciso di non rassegnarsi, scegliendo la strada dell’unità d’intenti per provare a garantire un futuro ai colori bianconeri.
Una risposta corale nata già nelle settimane più difficili della vicenda, quando si profilava concretamente il rischio che il titolo sportivo prendesse la strada di Latina. Da quel momento si sono susseguiti incontri, mediazioni, trattative e tentativi di salvataggio, culminati nei lunghi e complessi confronti tra Angelo Tinto e gli imprenditori Mario Russo e Denny Lunghi, disponibili fino all’ultimo a rilevare la società. Una trattativa estenuante che, nonostante gli sforzi profusi, si è conclusa con l’amaro epilogo della mancata iscrizione.
Oggi, però, la partita si gioca su un altro terreno.
Nella mattinata odierna il sindaco Luca Di Stefano e l’assessore allo Sport Naike Maltese si sono recati presso il Comitato Regionale Lazio portando con loro un dossier dettagliato che ripercorre l’intera vicenda: dalle prime indiscrezioni sul possibile trasferimento del titolo lontano da Sora, passando per le interlocuzioni istituzionali, le diffide inviate agli organi federali, i numerosi tentativi di mediazione e le trattative con Mario Russo e Denny Lunghi, fino alla definitiva esclusione dal campionato di Serie D.
Parallelamente, un’altra iniziativa ha preso forma grazie all’impegno di due noti professionisti sorani, il commercialista Roberto Polsinelli e l’avvocato Ivo Baldassini. I due sono riusciti, in tempi rapidissimi, a ottenere un incontro con il neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, eletto nei giorni scorsi al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze.

Proprio grazie all’interessamento del dottor Polsinelli è stato possibile organizzare un confronto diretto con il massimo dirigente del calcio italiano. Al tavolo sono stati raggiunti anche dal sindaco Di Stefano e dall’assessore Maltese, dando vita a una delegazione che ha rappresentato unitariamente la città di Sora.
Nel corso dell’incontro è stata illustrata quella che tutti hanno definito una vicenda pressoché unica nel panorama calcistico nazionale: una comunità che, dopo aver visto dissolversi il proprio patrimonio sportivo, chiede oggi soltanto la possibilità di ricostruire, accedendo alla migliore categoria consentita dai regolamenti federali.
L’obiettivo è uno solo: restituire al popolo bianconero una squadra nella quale riconoscersi e continuare a coltivare una passione che a Sora rappresenta molto più di un semplice sport.
Le parole della delegazione
Il sindaco Luca Di Stefano invita alla prudenza senza rinunciare alla speranza: «Oggi abbiamo avuto due importanti interlocuzioni istituzionali: presso il CONI con il presidente Giovanni Malagò e presso il Comitato Regionale della LND.
Abbiamo rappresentato con chiarezza la posizione della città di Sora, consegnando un dossier che ricostruisce in maniera puntuale tutte le fasi della vicenda che hanno condotto all’attuale situazione. Il nostro obiettivo è stato quello di fornire agli organi competenti un quadro completo dei fatti e ribadire la richiesta che venga garantita alla nostra comunità la migliore soluzione possibile nel rispetto delle norme federali.
La situazione resta oggettivamente complessa, ma abbiamo trovato attenzione, disponibilità all’ascolto e la volontà di approfondire ogni aspetto della vicenda. Continueremo a lavorare con determinazione, senso di responsabilità e nel pieno interesse della città di Sora e dei suoi tifosi».
Sulla stessa linea l’assessore allo Sport Naike Maltese: «La nostra presenza testimonia che l’Amministrazione non ha mai smesso di lavorare per il futuro del calcio sorano. Abbiamo illustrato ogni passaggio della vicenda con la massima trasparenza, mettendo al centro esclusivamente gli interessi della città e dei suoi tifosi. Continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità».
Il commercialista Roberto Polsinelli, promotore dell’incontro con il presidente federale, sottolinea il clima costruttivo del confronto: «Abbiamo trovato grande attenzione e disponibilità. Era importante raccontare personalmente quanto accaduto, spiegando che dietro questa vicenda c’è una città intera che vuole ricominciare. Non chiediamo scorciatoie, ma la possibilità di ripartire nel rispetto delle regole, ottenendo il massimo consentito».
L’avvocato Ivo Baldassini evidenzia invece gli aspetti tecnico-giuridici del percorso: «Il nostro compito è rappresentare correttamente una situazione eccezionale sotto il profilo sportivo e amministrativo. Sappiamo bene che il percorso sarà complesso e che serviranno pazienza e lucidità, ma riteniamo doveroso percorrere ogni strada consentita per tutelare la storia calcistica della nostra città».

Il futuro passa anche da chi ha cercato di salvarla
Mentre si attendono le determinazioni federali, in città cresce la convinzione che il nuovo corso dovrà poggiare su basi solide e su figure credibili.
In questo contesto, molti continuano a guardare con riconoscenza a Mario Russo e Denny Lunghi. Pur non essendo sorani, entrambi hanno tentato fino all’ultimo di evitare la scomparsa del Sora Calcio, mettendo sul tavolo risorse economiche e disponibilità concreta per rilevare la società. Un impegno che, pur non essendo bastato a scongiurare il peggiore degli epiloghi, ha lasciato il segno nell’opinione pubblica.
Perché oggi il calcio a Sora non è soltanto una categoria da riconquistare. È un’identità da ricostruire. E la sensazione è che, dopo settimane di divisioni, la città abbia finalmente ritrovato la sua forza più grande: quella di saper remare tutta nella stessa direzione.