Un contrasto stridente, quasi inaccettabile, quello che si sta consumando in queste ore nel comprensorio del Liri: mentre i cittadini di Arpino, Casalattico, Casalvieri, Fontana Liri, Rocca d’Arce, Roccasecca e Santopadre stanno vivendo giorni di esasperazione a causa del blocco totale dell’erogazione idrica che si protrae ormai da domenica, a Sora va in scena lo spettacolo opposto, quello dello spreco incontrollato.
La segnalazione, documentata da uno scatto fotografico che sta facendo discutere, arriva direttamente dal cuore della città di Sora, precisamente dal tratto pedonale che costeggia il fiume, all’ombra dei grandi alberi della sponda. L’acqua continua a sgorgare dalla fontanella “impazzita” sul Lungoliri Rosati.
Purtroppo non è una circostanza isolata, si tratta dell’ennesimo ignobile atto vandalico ai danni del patrimonio pubblico, è il quinto rubinetto che viene asportato dalla storica fontanella pubblica in ghisa che, a seguito del sabotaggio, sta riversando a terra un flusso continuo e abbondante di acqua potabile, trasformando l’aiuola circostante e il marciapiede in una vera e propria pozza.
La circostanza, considerata intollerabile dai passanti sia per il decoro urbano sia per il valore intrinseco della risorsa idrica, è stata prontamente segnalata agli uffici di competenza. L’auspicio della cittadinanza è che i tecnici incaricati intervengano al più presto per bloccare il flusso ed evitare che migliaia di litri d’acqua continuino a disperdersi nel nulla.
Contestualmente la comunità si rivolge al sindaco chiedendo che un rubinetto venga installato anche alla fontana in Piazza Palestro, affinché l’erogazione venga limitata alle sole ed effettive necessità dei passanti: regolare il flusso idrico corrisponde a evitare che l’acqua scorra h24 senza alcun controllo. In un periodo storico in cui la siccità e i disservizi idrici piegano il territorio, sarebbe opportuno adottare una politica di rispetto ambientale e di tutela dei beni comuni.
A pochi chilometri di distanza, la comunità arpinate e di altri cinque comuni limitrofi stanno affrontando una crisi dovuta alla rottura della condotta adduttrice principale sui rilievi montuosi, costringendo intere famiglie a rifornirsi con le autobotti o a fare affidamento sulle scorte acquistate.
Vedere una tale quantità d’acqua disperdersi sul selciato a Sora, proprio mentre nei comuni attigui si soffrono i gravi disagi dovuti alla mancanza, è il ritratto perfetto di un sistema idrico territoriale che necessita, oggi più che mai, di controlli rapidi e di una gestione oculata.