San Donato Val di Comino – Cinque giorni per entrare nell’officina delle storie e conoscere da vicino tecniche, strumenti e linguaggi della narrazione. Fino al 28 agosto 2026 il Museo del Novecento e della Shoah di San Donato Val di Comino ospita “Storie al Museo – Laboratori di narrazione”, iniziativa del Festival delle Storie organizzata da Vittorio Macioce e Luca Leone.
Ogni mattina, a partire dalle ore 10:30, scrittori, giornalisti, autori e professionisti della comunicazione incontreranno i partecipanti per lavorare sulla costruzione di una storia: dalla scrittura creativa al podcast, dalla definizione della trama e dei personaggi alla fotografia narrativa, fino alla cronaca e alla scrittura dei dialoghi. L’iniziativa affianca il programma del Festival delle Storie 2026, in programma in Val di Comino dal 23 al 29 agosto, ampliando la tradizionale formula degli incontri con gli autori attraverso una serie di appuntamenti di carattere laboratoriale.
Il museo come luogo di formazione e promozione culturale
«Con Storie al Museo prosegue il percorso che in questi anni abbiamo voluto costruire intorno al Museo del Novecento e della Shoah», dichiara il sindaco di San Donato Val di Comino, Enrico Pittiglio. «Un museo non deve essere soltanto il luogo nel quale si conserva la memoria, ma anche uno spazio capace di produrre cultura, creare occasioni di formazione e mettere in relazione generazioni e linguaggi diversi. La collaborazione con il Festival delle Storie ci consente di aprire ancora di più il Museo al territorio e, in particolare, ai giovani. San Donato Val di Comino sarà anche il punto di partenza dell’edizione 2026 del Festival delle Storie, che prenderà il via il 23 agosto».
Il programma
Ieri, lunedì 24 agosto, con Veronica Nicosia è andato in scena Stelle, parole e algoritmi, dedicato ai cambiamenti della scrittura nell’era dell’intelligenza artificiale, tra creatività, SEO e nuovi linguaggi.
Oggi, martedì 25 agosto sarà dedicato alla costruzione del racconto. Paquito Catanzaro, con L’arte di raccontare, affronterà tecniche e strumenti della narrazione; Max Gobbo, con Progettare la storia, lavorerà sulla trasformazione di un’idea in una trama, soffermandosi su protagonisti, conflitti e punti di svolta.
Il 26 agosto spazio alla voce e ai personaggi. Carlo Annese condurrà Costruire un podcast, dedicato al passaggio dalla storia scritta al racconto da ascoltare. Max Gobbo tornerà con Personaggi che restano, laboratorio sulla costruzione di personaggi credibili e riconoscibili.
Il 27 agosto, con Barbara Silbe, si terrà Storie per immagini – Laboratorio di fotografia narrativa, un percorso di livello intermedio della durata di un’intera giornata dedicato alla costruzione del racconto attraverso la fotografia. Per questo appuntamento è prevista una quota di partecipazione di 80 euro.
A chiudere il programma, venerdì 28 agosto, sarà Il mestiere di raccontare. Agnese Palmucci, con Dentro la cronaca, affronterà il lavoro giornalistico, dalla verifica delle fonti alla costruzione del racconto; Adamo D’Agostino, con Dialoghi in azione, lavorerà invece sulle tecniche di scrittura del dialogo.
Ad eccezione del laboratorio di fotografia, gli appuntamenti sono a ingresso gratuito con prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Capire come si costruiscono le storie
«Il Festival delle Storie nasce dall’incontro tra chi racconta e chi ascolta. Con Storie al Museo aggiungiamo un passaggio: proviamo a entrare nel processo attraverso il quale una storia viene costruita» spiegano Luca Leone, coordinatore del Museo e dell’iniziativa. «Abbiamo scelto linguaggi differenti – scrittura, podcast, fotografia e giornalismo – perché oggi il racconto attraversa strumenti e forme molto diverse. L’obiettivo è offrire ai partecipanti occasioni concrete di confronto con chi lavora professionalmente con le storie e con le parole. La scelta del Museo non è casuale. È un luogo nato intorno alle storie e alle testimonianze del Novecento e può diventare, allo stesso tempo, uno spazio nel quale imparare gli strumenti necessari per raccontare il presente».