Provincia, il bilancio della discordia: scontro tra Pittiglio e Quadrini

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio provinciale replica alle esternazioni del collega d’aula della Lega

“Il risultato dell’assemblea dei sindaci chiamati a votare il bilancio di previsione non può che avere un’unica chiave di lettura: quella che non  registra alcun voto contrario al documento più importante della gestione amministrativa della Provincia. Elemento che si traduce, di conseguenza, nell’ampio riconoscimento che i territori hanno avuto per un Ente che, concretamente, sta svolgendo da qualche anno, ma soprattutto negli ultimi due particolarmente critici, il ruolo di ‘Casa dei Comuni’. A ciò si aggiungano le centinaia di milioni di finanziamenti tra edilizia scolastica e viabilità, ottenuti dalla Provincia, che hanno consentito di avviare un’importante serie di interventi, con scuole nuove, strutture efficientate e moderne, strade più sicure e ponti monitorati. Ora, se qualcuno vuole fornire una diversa interpretazione è una forzatura priva di fondamento oltre che segno di un’evidente miopia amministrativa e politica”.

Così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio provinciale, Enrico Pittiglio, dopo le esternazioni del collega d’aula della Lega Gianluca Quadrini

Il centrosinistra e soprattutto il Partito Democratico – e l’esito delle urne a livello nazionale lo dimostra, sempre con i numeri – non stanno vivendo alcuna crisi: al contrario hanno centrato obiettivi importanti e, nel caso della Provincia, lo stanno facendo dal 2014, da quando cioè la presidenza è in quota Pd. Non occorrerebbe, ma evidentemente si rende necessario, evidenziare che la città di Frosinone era già governata da un’Amministrazione di centrodestra e che negli altri comuni che sono andati al rinnovo le Amministrazioni del centrosinistra hanno riconfermato i loro amministratori e in alcuni casi hanno scalzato sindaci di centrodestra ben radicati (vedi il caso Pofi). Infine, se la matematica non è un’opinione, 54 voti favorevoli su 63 presenti si leggono come una larghissima maggioranza. E i numeri non sono soggetti a interpretazione”.

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