Cassinate, per arginare la povertà estrema entro giugno la “stazione di posta”. Terranova: “Risposta concreta”

Partita l'unità di strada di Exodus, primo tassello di un progetto complesso per arginare il dilagare del disagio economico

La mensa Caritas nella Piazza della Chiesa Concattedrale a Cassino è frequentata da oltre 50 persone quotidianamente ed è aperta 365 giorni l’anno. Molti stranieri ma anche italiani gli ospiti che pranzano e cenano coi pasti messi a disposizione gratuitamente. Ai servizi sociali del Comune tocca far fronte alle emergenze in termini di sostegno alimentare e bollette per 1700 famiglie circa in una città con 16560 famiglie. Un’unità di strada curata da Exodus è già partita e inizierà ad operare con un’uscita a settimana. Ma a questo contesto di marginalità forte si aggiunge sempre più la povertà relativa derivante da famiglie con lavoratori che non guadagnano abbastanza per soddisfare i bisogni primari del proprio nucleo, da persone che perdono il posto. Non esistono statistiche ufficiali ma il fenomeno è cresciuto esponenzialmente col crollo del comparto automotive e l’inceppamento produttivo dello stabilimento ex Fca di Piedimonte San Germano che da anni va avanti con cassa integrazione e contratti di solidarietà. Nell’indotto alcune aziende hanno esaurito anche gli ammortizzatori sociali e le commesse di Stellantis non sono neanche all’orizzonte.

Non solo accoglienza, anche ricostruzione dell’autonomia

Di fronte ad una situazione del genere il Consorzio dei Servizi sociali del Cassinate cerca di svolgere il suo ruolo di argine dell’emergenza in corso. Edilio Terranova, consigliere comunale cassinate e vice presidente dell’ente, ha annunciato la ratifica del progetto di fattibilità tecnica ed economica redatto dai tecnici del Comune di Cassino denominato: “Stazione di Posta” e deliberato dall’assemblea Consortile del Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate. “Una nuova risposta concreta del Cassinate per contrastare la povertà estrema. Vogliamo creare un punto di riferimento locale per persone in stato di fragilità, che possa non solo offrire primaria accoglienza, ma anche favorire la ricostruzione dell’autonomia individuale. C’è una crescita delle persone in condizioni di povertà assoluta nel territorio del Cassinate ed il progetto nasce proprio come risposta a questa emergenza sociale”.

Cassino mette a disposizione una struttura confiscata alla criminalità

Terranova avverte: “Non solo assistenza per bisogni immediati, ma anche sostegno verso la reintegrazione sociale e lavorativa sono alcune delle finalità del progetto.
La necessità di uno spazio fisico facilmente accessibile, dotato di servizi integrati (mense sociali, accoglienza, orientamento, supporto legale, mediazione culturale) era indispensabile per poter procedere. Come amministrazione comunale di Cassino si è riusciti a individuare una struttura confiscata alla criminalità organizzata a Cassino che avendo fini sociali ha anche un forte valore simbolico. Il sindaco si è subito attivato redigendo un comodato d’uso gratuito di una durata di venti anni, rinnovabile, al Consorzio dei servizi sociali del Cassinate. Con la delibera ratificata si prevede che tutti i passaggi burocratici ed i lavori siano conclusi entro il 30 giugno del prossimo anno, per poter iniziare le attività operative di assistenza primaria, orientamento, supporto per pratiche amministrative, mediazione culturale, unità di strada”.

Costanzo: equipe multidisciplinare per restituire dignità agli ospiti

Simone Costanzo, presidente del Consorzio, parla di “un progetto di welfare avanzato rivolto alle fasce più fragili e più deboli del nostro territorio. In un bene confiscato alla criminalità per 20 anni si realizzerà una stazione di posta che punta al reinserimento sociale in rete e in sinergia con tutti gli attori presenti con una metodologia e con un approccio umano e di sistema con equipe interdisciplinare. Non si tratta solo di assistere, ma di fornire un punto di svolta per chi è in situazione di fragilità—un luogo che restituisce dignità, aiuta a riprendere in mano la propria vita. Se tutto andrà per il meglio, potrebbe diventare un modello virtuoso per l’intero territorio”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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