Tassi d’interesse, interrogazione di Rossi alla Commissione europea: la risposta di Gentiloni

L'onorevole Maria Veronica Rossi, deputato della Lega al Parlamento europeo, chiede risposte. Arrivano da Paolo Gentiloni

Quali sono gli effetti dell’aumento dei tassi di interesse sui consumatori? L’aumento dei tassi di interesse fa salire il costo dei prestiti per i consumatori. Per cui, se si ha un mutuo, una carta di credito o un prestito, si potrebbe essere costretti a pagare una cifra maggiore rispetto a quella presa in prestito inizialmente. Di fronte, quindi, ai timori dei cittadini e degli operatori economici, l’onorevole Maria Veronica Rossi, deputato della Lega al Parlamento europeo, ha rivolto una interrogazione alla Commissione europea.

“La Presidente della Banca Centrale Europea – ha detto l’onorevole Rossi – aveva annunciato e messo in pratica, un aumento dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro per cercare di combattere l’inflazione ancora troppo elevata. Da circa un anno, la BCE ha adottato una politica monetaria restrittiva ricorrendo 8 volte al rialzo dei tassi di interesse nell’arco di meno di 12 mesi, con l’intento di contenere l’aumento dei prezzi. L’ultimo atto ha suscitato preoccupazioni e reazioni da parte dei mercati e delle istituzioni riguardo al rischio di recessione, nonché per l’impatto che tale politica sta già avendo su mutui e prestiti per imprese e famiglie, in particolar modo sui mutui ipotecari contratti per gli immobili a uso residenziale”.

Alla luce di ciò, l’onorevole Rossi ha chiesto alla Commissione “come intende assicurarsi che un continuo aumento dei tassi di interesse non porti un rischio di recessione e quali misure intende utilizzare per evitare che l’aumento dei tassi abbia un impatto significativo sulle condizioni finanziarie di famiglie e imprese più vulnerabili”.

La risposta di Gentiloni

Da Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli affari economici e monetari nella Commissione von der Leyen, è arrivata la relativa risposta: “Per rispondere al persistere delle pressioni inflazionistiche, la Banca centrale europea ha adattato la propria politica monetaria, sulla quale decide autonomamente, innalzando dal luglio 2022 i suoi tassi di riferimento di 450 bps. Ciò ha accresciuto i tassi attivi e gli incentivi al risparmio, che è quanto normalmente si riscontra in un efficace processo di trasmissione della politica monetaria. I dati di mercato indicano che l’ultimo rialzo di 25 punti base, annunciato il 14 settembre 2023, è stato largamente previsto dagli investitori, generando una risposta di mercato contenuta e favorevole. Le ultime previsioni della Commissione indicano una crescita moderata ma continua nel 2023 e nel 2024 tanto nella zona euro quanto nell’UE nel suo complesso. La Commissione sostiene la fornitura di protezione sociale dagli shock temporanei e ha raccomandato di destinare tale sostegno alle persone più bisognose. Ad esempio, la direttiva sul credito ipotecario prevede alcune garanzie per i consumatori in difficoltà con i pagamenti o che sono a rischio di pignoramento. Inoltre, come annunciato nella nuova agenda dei consumatori, la Commissione sta migliorando la disponibilità e la qualità dei servizi di consulenza in materia di debito. La direttiva relativa a salari minimi adeguati contribuisce a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e la raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva stabilisce il modo in cui gli Stati membri possono rendere più efficaci i loro regimi di reddito minimo e far uscire le persone dalla povertà. Oltre a ciò, le misure proposte nell’ambito di Next Generation EU, di REPowerEU, del Fondo sociale per il clima e della comunicazione della Commissione del 2021 sui prezzi dell’energia’ incidono positivamente sui costi dell’energia di imprese e famiglie. Gli Stati membri vantano un ruolo chiave nel garantire politiche sociali che proteggano i più vulnerabili. Per questo motivo la Commissione ha anche proposto diverse raccomandazioni specifiche per paese 10 rivolte agli Stati membri nel quadro del processo del semestre europeo”.

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