Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto Giorgio Rea, imprenditore di Sora, imputato in un processo per bancarotta davanti al Tribunale di Roma. Il collegio ha stabilito che, per un capo d’imputazione, Rea “non ha commesso il fatto” e, per l’altro, “il fatto non sussiste”.
Il procedimento ruotava attorno a presunte irregolarità nella gestione societaria e nella tenuta della contabilità, nell’ambito di una situazione di dissesto aziendale. Contestazioni che avrebbero potuto configurare ipotesi di bancarotta, ma che i giudici hanno ritenuto non riconducibili alla condotta dell’imprenditore, escludendone ogni responsabilità. Rea era assistito dall’avvocato Ivano Nardozi.
Nel medesimo procedimento è stato invece condannato imprenditore, riconosciuto colpevole di bancarotta semplice documentale – fattispecie legata a irregolarità nelle scritture contabili – e condannato a un anno di reclusione. Per lui il Tribunale ha disposto la sospensione condizionale della pena e l’inabilitazione temporanea all’esercizio di attività d’impresa. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
A margine della decisione, Rea ha commentato l’esito del processo, sottolineando come l’assoluzione rappresenti un passaggio rilevante per il ristabilimento della propria posizione personale e professionale, ringraziando il proprio legale per l’assistenza prestata nel corso della vicenda giudiziaria.