Cassino – Detenuto per la strage di Corinaldo incendia uno sgabello e aggredisce due agenti in carcere

Momenti di forte tensione che, secondo quanto riferito, si sono conclusi soltanto grazie all’intervento di un altro detenuto

Nuovo grave episodio di violenza all’interno della Casa Circondariale di Cassino. Protagonista il detenuto condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage di Corinaldo, già noto alle cronache per la fuga durante un permesso ottenuto per discutere la tesi di laurea e successivamente rintracciato e arrestato a Barcellona dagli investigatori della Polizia Penitenziaria.

Secondo la ricostruzione fornita dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), i fatti si sono verificati nella tarda mattinata di ieri nel reparto isolamento dell’istituto penitenziario. Il detenuto avrebbe dapprima appiccato il fuoco a uno sgabello presente nella propria cella, provocando una rapida diffusione del fumo che ha interessato l’intero piano della sezione.

L’emergenza ha reso necessario l’immediato intervento del personale in servizio, impegnato a mettere in sicurezza i detenuti e a trasferirli nelle aree passeggio. È stato durante queste operazioni che la situazione è precipitata.

Anziché seguire le disposizioni impartite dagli agenti, il ristretto avrebbe improvvisamente aggredito un giovane poliziotto penitenziario, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Poco dopo, all’arrivo di un collega intervenuto per prestare soccorso, il detenuto avrebbe impugnato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e si sarebbe scagliato contro di lui, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe.

Momenti di forte tensione che, secondo quanto riferito, si sono conclusi soltanto grazie all’intervento di un altro detenuto, il quale sarebbe riuscito a interrompere l’azione violenta evitando conseguenze ancora più gravi.

I due appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono stati immediatamente soccorsi e trasferiti al pronto soccorso dopo una prima assistenza nell’infermeria interna dell’istituto. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni.

Sull’episodio è intervenuto il SAPPE attraverso il segretario generale Donato Capece e il segretario regionale del Lazio Maurizio Somma, che hanno espresso solidarietà ai colleghi feriti e denunciato la crescente esposizione del personale penitenziario a episodi di violenza.

«Quanto accaduto a Cassino è di una gravità inaudita – hanno dichiarato – e dimostra ancora una volta le condizioni difficili nelle quali opera quotidianamente la Polizia Penitenziaria. Non può esistere alcuna tolleranza verso chi si rende responsabile di aggressioni così violente nei confronti del personale dello Stato».

Il sindacato ha quindi chiesto l’adozione dei più rigorosi regimi detentivi consentiti dalla normativa vigente nei confronti dei responsabili di aggressioni al personale penitenziario, sollecitando una risposta immediata sia sul piano disciplinare sia su quello giudiziario.

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza negli istituti di pena e sulle condizioni operative degli agenti, sempre più spesso chiamati a fronteggiare situazioni ad alto rischio all’interno delle carceri italiane.

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