Centrodestra, Rocca s’inventa 4 sottosegretari. A Frosinone Mastrangeli avvia le consultazioni

Iniziata la resa dei conti regionale nella coalizione che sostiene il governatore mentre nel capoluogo il primo cittadino lavora al rimpasto

Il collegato al bilancio regionale dovrebbe arrivare in aula alla Pisana entro la fine di giugno: sarà quello il momento in cui emergerà la mossa del presidente Francesco Rocca per evitare scossoni nel riassetto della sua maggioranza. Ma anche affermare una propria corrente personale – all’interno di Fratelli d’Italia e del centrodestra in generale – sul modello di quello che ha fatto Zingaretti quando era governatore. Insomma una sorta di “signore degli anelli di potere” che si occupa prima di tutto di esponenti vicini e fedeli. Oggi Fratelli d’Italia conta sul gruppo consiliare più numeroso con 22 componenti, seguono in maggioranza Forza Italia con 7 consiglieri, la lista civica Rocca con 2 eletti, la Lega che è rimasta con la sola Laura Cartaginese. L’intoppo nasce dalla campagna acquisti alimentata dagli azzurri di Claudio Fazzone a spese del Carroccio, quest’ultimo rappresentato dai due assessorati di Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre.

Basta creare altre poltrone e si assorbono le aree di malcontento

La partita delle europee ha segnato l’ultima battaglia politica “sanguinosa” (per gli esborsi della campagna elettorale che s’impennano specie quando investono la capitale) della guerra di annichilimento portata avanti dal potente senatore fondano. Mentre Mario Abbruzzese cercava la “missione impossibile” (oltretutto in solitaria) per coronare con un successo la parte conclusiva della sua carriera politica e per sostenere la permanenza di Ciacciarelli nell’esecutivo, Fazzone gli piazzava Rossella Chiusaroli candidata nella sua stessa città, per spegnere sul nascere ogni velleità dell’ex presidente del Consiglio regionale. Il risultato dei 24 mila voti di preferenza a testa tra i due sfidanti Ue, consente adesso alla Lega di mostrare un risultato comunque incoraggiante, perché nel Lazio Forza Italia alla fine è arrivata al 7,38% precedendo di poco Abbruzzese e i suoi, che si sono fermati al 6,64. Risultato che conferma nella sostanza il voto che portò alla vittoria di Rocca. Per cui i leghisti sostengono, nei discorsi di palazzo che contano, l’artificiosità del rapporto 7 a 1 che si è creato nell’aula della Pisana. Viceversa Chiusaroli può oggi avanzare la candidatura per l’ingresso in esecutivo regionale proprio grazie al bottino messo su con il sostegno di Tajani e del citato coordinatore regionale.

Prende forma la corrente del Governatore a guida Luca Di Stefano

Come finirà? Si intravede una strada che è una di quelle che allontanano il 50% di elettori dalle urne: se i posti di potere non bastano, è sufficiente moltiplicarli per accontentare tutti. Tanto le indennità le pagano sempre i contribuenti. Nel collegato al Bilancio, a cui ci riferivavamo in apertura, appariranno per la prima volta le figure di quattro “sottosegretari” agli assessorati, una specie di componenti di giunta appena depotenziati che gestiranno alcune delle deleghe affidate ai titolari veri e propri dei rispettivi “dicasteri” regionali. Altri quattro posti possono, nella visione di Rocca, placare le turbolenze forziste, allo stesso tempo, dar fiato a quella che definivamo la corrente direttamente riferibile al presidente. Ma chi sono i “filo-Rocca” in provincia di Frosinone? Sicuramente il sindaco di Sora e presidente della Provincia, Luca Di Stefano, che diventa esponente di riferimento sul territorio. A salutare la svolta politica (almeno la terza nel curriculum del giovane amministratore) ci sono le 1112 preferenze date a Civita Di Russo dalla sua città. Di Stefano potrebbe diventare uno dei “sottosegretari”.  

Ma alla corrente del presidente della Regione fanno riferimento altri esponenti di peso come Fabio De Angelis, oggi a capo della Saf, il commissario Ater Frosinone Antonello Iannarilli. A Cassino la new entry in Consiglio comunale Silvestro Golini Petrarcone ha sostenuto alle ultime europee proprio la candidata di Rocca. Insomma si va consolidando un’ala in Fratelli d’Italia distinta da quella ortodossa, rappresentata da Massimo Ruspandini e Daniele Maura e che si è attenuta alla terzina Meloni-Procaccini-Squarta calata direttamente da Roma. Il movimentismo di Rocca – va detto – non piace ad alcuni settori di FdI specialmente quando si muove fuori dal partito come è accaduto in qualche caso alle comunali in Tuscia, e non piace a Forza Italia, visto che il presidente civico rispetto ai tre partiti maggiori si scopre nella sostanza un presidente con casacca meloniana. Ma la stagione della resa dei conti inizierà entro una quindicina di giorni, in Consiglio regionale.

Comune capoluogo, il sindaco pensa a ritoccare la sua giunta

Da Roma a Frosinone, dove il sindaco Riccardo Mastrangeli ormai pensa al riequilibrio della sua maggioranza. La necessità di rimettere mano alla giunta nasce da un accordo politico con Frosinone Capoluogo il cui rispetto è stato reclamato dal consigliere Pasquale Cirillo nei giorni scorsi anche sulle pagine di Frosinone News. Si è nel frattempo formato in assise un gruppo di cinque consiglieri critici che hanno interrogato la maggioranza su più argomenti, con l’effetto positivo anche di chiarire e sviscerare diversi fascicoli amministrativi. Il primo cittadino ha iniziato ieri le consultazioni con i componenti della Lista Ottaviani e prosegue oggi con la sua lista civica. Proseguirà quindi con Fratelli d’Italia, Forza Italia e le altre forze. Secondo indiscrezioni, il colloquio si apre con alcune domande specifiche del sindaco sulla situazione attuale e sui “desiderata” dei consiglieri e si concluderebbe con la richiesta di un’opinione sull’eventuale allargamento della coalizione.

Tra allargamento della coalizione e rischio di elezioni anticipate

Secondo i bene informati, candidati all’ingresso al governo della città ed evidentemente interessati al passaggio tra i banchi della coalizione di governo sarebbero Carlo Gagliardi, Andrea Turriziani e Gianfranco Pizzutelli. Pasquale Cirillo e Frosinone Capoluogo, di sicuro, non hanno cambiato idea sulla necessità che Mastrangeli proceda – prima – all’azzeramento dell’esecutivo per – poi – ripartire da un documento programmatico di fine legislatura. Le linee d’azione dovrebbero, quindi, identificare i componenti del nuovo esecutivo e, soprattutto, proiettarlo se possibile anche oltre l’orizzonte della consiliatura in corso. Bisogna verificare la fattibilità di un progetto di rilancio come quello profilato. Cirillo, al di là di tutto, non omette tra le possibilità concrete di sbocco dell’attuale fase di transizione, il ricorso anticipato alle urne.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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