Un racconto durissimo, carico di rabbia e amarezza. È quello affidato ai social dal mister del Città di Sora Futsal, Sandro Recchia, che al termine dell’ultima gara di campionato ha denunciato un clima definito “inaccettabile” e lontano dai valori dello sport.
Nel lungo sfogo pubblicato su Facebook, il tecnico del club parla apertamente di una partita degenerata tra episodi gravi: “Siamo stati insultati, aggrediti e minacciati”, scrive, elencando una serie di comportamenti che avrebbero messo a rischio l’incolumità dei giocatori. Tra le accuse più pesanti anche cori razzisti, sputi ripetuti, lancio di monete e persino sigarette scagliate contro gli atleti in campo.
Una situazione che, secondo quanto riportato, sarebbe rientrata solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine: “Solo con l’arrivo di quattro volanti siamo riusciti a ripartire”, sottolinea Recchia, evidenziando la gravità di quanto accaduto.
Parole nette anche sul significato stesso della competizione sportiva: “Questo non è più sport, non è la sana competizione che decide chi è più forte”, afferma, denunciando un contesto ormai degenerato.
Il presidente non nasconde poi un riferimento polemico a precedenti provvedimenti disciplinari a suo carico: “Per un’intervista mesi fa ho avuto quattro giornate di squalifica e 400 euro di multa”, ricorda, lasciando intendere un confronto con quanto accaduto in campo.
Fondamentale, ora, sarà il ruolo degli organi federali. Recchia evidenzia infatti la presenza di un delegato della Procura Federale, che avrebbe annotato ogni episodio: “Adesso aspettiamo giustizia”, conclude.
Nonostante tutto, il presidente ha voluto rivolgere un messaggio di orgoglio alla propria squadra: “Onore e merito ai miei guerrieri che hanno portato a termine la gara”.
Una vicenda che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza negli impianti sportivi e sul rispetto delle regole, dentro e fuori dal campo.