Cocaina, debiti e prestanome: così la criminalità si infiltra nei locali della provincia. Il cappio al collo degli imprenditori

Dalla movida ai ristoranti, il meccanismo che parte dal consumo di droga e finisce con il controllo occulto delle attività


Non sempre le infiltrazioni della criminalità organizzata iniziano con minacce plateali o con estorsioni dichiarate. Sempre più spesso, secondo quanto emerso nel tempo da indagini delle forze dell’ordine nel territorio della provincia di Frosinone, il punto di ingresso è molto più subdolo. E passa dalla droga.

Gli investigatori continuano a mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che, pur non facendo ogni giorno rumore, rappresenta una delle modalità più insidiose di penetrazione nel tessuto economico locale, in particolare nel settore della ristorazione e della movida.

Il copione, nelle sue linee essenziali, si ripete. Alcuni gestori di locali – bar, ristoranti, attività serali – iniziano a fare uso di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina. Il consumo, da saltuario, diventa abituale. Il rifornimento avviene tramite pusher che, a loro volta, fanno capo a organizzazioni strutturate e già attenzionate dalle forze dell’ordine per traffico di droga.

Ed è qui che il meccanismo entra in gioco. La cocaina ha un costo elevato. Il consumo costante genera debiti. Debiti che, nel tempo, diventano difficili da sostenere. Quando il gestore non riesce più a pagare, entra in scena l’organizzazione che è dietro lo spaccio. E il credito non riscosso si trasforma in leva di pressione.

Come la criminalità entra nel tessuto economico

Secondo quanto ricostruito in diverse attività investigative, la richiesta non è immediatamente quella di denaro contante. Il meccanismo è più raffinato: “Per rientrare del debito, da oggi le forniture le prendi da questa ditta”. Oppure: “Per la sicurezza del locale devi rivolgerti a queste persone”. E ancora: imposizioni su bevande, servizi, personale.

In questo modo, pezzo dopo pezzo, l’organizzazione inizia a mettere piede nell’attività.

Il passo successivo, nei casi più gravi, è l’acquisizione del locale. Quando l’indebitamento diventa ingestibile, il titolare si trova schiacciato. A quel punto subentrano soggetti legati ai gruppi criminali che, attraverso prestanome formalmente incensurati, rilevano l’attività. Sulla carta si tratta di normali passaggi di proprietà.

È un sistema che non ha bisogno di spari o attentati per imporsi. Si muove nel silenzio, sfrutta fragilità personali e dipendenze, trasforma un vizio in strumento di conquista economica.

Il risultato è un’alterazione del mercato: concorrenza “drogata”, forniture pilotate, flussi di denaro che escono dai circuiti leciti per alimentare organizzazioni dedite allo spaccio e ad altre attività illecite.

Ovviamente la stragrande maggioranza degli imprenditori del territorio opera nella legalità e con sacrificio. Ma il fenomeno esiste, è stato oggetto di indagini e continua a essere monitorato. La domanda che resta sullo sfondo è quanto sia esteso e quanto sia ancora sommerso.

- Pubblicità -
Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Formia-Cassino, trasferta vietata ai tifosi residenti della provincia di Frosinone

Il Prefetto dispone il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nel Frusinate dopo i problemi registrati nei precedenti incontri

Fiamme nel parcheggio del Panorama, due cittadini sfidano il fuoco ed evitano il peggio

Tra loro l’imprenditore Arcangelo Iervolino: aperti i bocchettoni dell’impianto antincendio per bloccare le fiamme

Cassino – Condannato per truffa, viola l’affidamento in prova ai servizi sociali: 39enne finisce in carcere

Durante la misura alternativa si sarebbe reso responsabile di un grave reato, facendo scattare la sospensione del beneficio

Decapitava statue sacre, la donna evade per la quarta volta dai domiciliari: dai raid sacrileghi alla nuova passione per la fuga

Arresto della donna nella mattinata e controlli ad alto impatto nella serata di ieri a Frosinone: il bilancio

Travolta e schiacciata da un mezzo pesante contro un muro: muore una donna

Pontecorvo - L’incidente poco prima di mezzogiorno. Sul posto sono sopraggiunti vigili del fuoco, carabinieri e soccorritori

Fuga di gas, evacuata una palazzina nel rione Murette. Sul posto Vigili del Fuoco e Polizia Locale

Alatri - Intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale in via Sardegna: l'allarme lanciato dai residenti per il forte odore di gas
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -