Consorzio di bonifica, alla Pisana la vicenda ‘assunzioni di Capodanno’. Nuova petizione anti bollette

Interrogazione presentata al presidente del Consiglio regionale riapre la polemica sul peso insostenibile dell'ente sulle tasche dei cittadini

Visto che con gli eletti della provincia pare inutile tentare di cavare il classico ragno dal buco del contestato Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” – tra centrosinistra zingarettiano e centrodestra a conduzione Rocca la musica è sempre la stessa: ruoli irrigui e di contribuzione sempre voraci – i comitati hanno in qualche misura mobilitato la consigliera dei Castelli Romani Alessandra Zeppieri (Alleanza Verdi e Sinistra) che, stando seduta all’opposizione, pare almeno per ora aver sposato le tesi di quanti chiedono chiarezza sulla gestione consortile. Così sul tavolo del presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, nei giorni scorsi è approdata un’interrogazione a risposta scritta sulla “omessa pubblicazione dei nominativi dei 21 neoassunti presso il Consorzio di Bonifica Valle del Liri”Nel mirino la delibera n. 283 del 30 dicembre 2025.

L’interrogazione a risposta scritta di Alessandra Zeppieri

“I Consorzi di bonifica, quali enti pubblici non territoriali – scrive Zeppieri -, sono soggetti agli obblighi di trasparenza e prevenzione della corruzione (L. 190/2012, d.lgs. 33/2013) e devono adottare e pubblicare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano della trasparenza (PTTI) e il codice di comportamento; Il d.lgs. 33/2013 prevede l’obbligo di pubblicazione degli organi di indirizzo politico e dei titolari di incarichi dirigenziali (artt. 14-15), ma non impone di pubblicare i nominativi di tutti i dipendenti comuni analoghe indicazioni derivano dalle linee guida del Garante per la Privacy; La legge 7 agosto 1990, n. 241 stabilisce che tutti gli atti amministrativi siano accessibili al pubblico, salvo casi di segreto di Stato, sicurezza, tutela della riservatezza o altri motivi espressamente previsti (artt. 22-24). L’art. 28 della L.R. 21 gennaio 1984, n. 4 affida alla Regione Lazio funzioni di vigilanza e coordinamento sui consorzi di bonifica”. 

Chiarezza sul “rispetto degli obblighi di trasparenza e pubblicità”

Questo precisato, l’ex assessora di Albano Laziale chiede al presidente della Regione Lazio e agli assessori regionali competenti di sapere: “Se intenda esercitare i poteri di controllo e vigilanza attribuiti alla Regione sui consorzi di bonifica (L.R. 4/1984, art. 28) al fine di verificare il rispetto degli obblighi di trasparenza e pubblicità degli atti consortili, in particolare relativamente alla gestione del personale; Se ritenga legittima e opportuna l’omissione dei nominativi dei 21 neoassunti nella delibera pubblicata dal Consorzio Valle del Liri e se esistano motivi giuridicamente fondati (quali esigenze di riservatezza, sicurezza, o procedure concorsuali in corso) che giustifichino tale omissione, secondo il dettato del Codice della Privacy (d.lgs. 196/2003 e Reg. UE 679/2016) e le norme sulla pubblicità degli atti”. 

In arrivo nuovo commissariamento col tandem Pili – Del Brocco

Infine, “se non ritenga, invece, necessario promuovere ogni utile iniziativa (anche normativa o amministrativa) per assicurare la massima trasparenza e legalità nella gestione del Consorzio, anche alla luce della grave discontinuità gestionale determinata dai ripetuti avvicendamenti dei commissari straordinari”. Peraltro un altro avvicendamento commissariale è in vista. Dopo il clamore delle “assunzioni di Capodanno” ed il demansionamento del direttore generale a responsabile finanziario del Consorzio, la commissaria Sonia Ricci ha deciso di lasciare l’incarico e nei prossimi giorni dovrebbero essere nominati ufficialmente il commissario ed un sub commissario, rispettivamente, nelle persone dell’imprenditore pontino Daniele Pili (presidente della Coldiretti Latina) e del meloniano ceccanese Riccardo Del Brocco (vicino all’assessore regionale Righini). Peraltro nei giorni scorsi il presidente di Coldiretti Latina che è anche vicepresidente regionale della più grande organizzazione degli agricoltori, è entrato a far parte della giunta della Camera di Commercio Frosinone-Latina.

La gran festa per la sentenza tributaria che non placa i consorziati

Quanto ai Consorzi di bonifica “Valle del Liri”, Conca di Sora e “A sud Anagni” – che dovrebbero unificarsi a dieci anni dalla legge che lo stabilisce – da segnalare solo il gran battage pubblicitario su una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Frosinone che ha statuito la legittimità dell’operato del Consorzio di Bonifica Conca di Sora in materia di contributi consortili. Lo stesso assessore regionale Righini ha voluto scomodarsi per sottolineare il successo: “Una sentenza che rappresenta un passaggio di straordinaria importanza per il sistema dei Consorzi di Bonifica del Lazio e, più in generale, per la corretta gestione del territorio e delle risorse idrauliche”. Il nodo è che questa narrazione, pur fatta passare attraverso specialisti che pensano di organizzare gli spot migliori a tutela del sistema, lascia inalterato il malcontento dei consorziati e le considerazioni sull’uso spropositato di denaro pubblico (Regione e Stato) e dei contribuenti. Basta ricordare come della storia di un ente che accresce le spese (e gli organici) contando sulle tasche di tutti, facciano parte le cose descritte nelle denunce clamorose degli stessi commissari pro tempore.

A Sora si raccolgono firme e otto sindaci attendono la prefettura

Per questo a Sora prosegue la raccolta di firme per promuovere una delibera di Consiglio comunale che stabilisca l’uscita della città di riferimento della media Valle del Liri dal perimetro di contribuenza del Consorzio di bonifica. L’ex consigliere comunale isolano, Mauro Tomaselli, spiega: “La petizione serve per chiedere la convocazione del Consiglio Comunale. Una volta approvata la delibera, che dovrà essere ratificata dalla Regione, non si pagherà più la tassa sui fabbricati e sui terreni, poiché la manutenzione sarà di competenza del Comune, come già avviene nei comuni di San Donato, Gallinaro, Settefrati, Alvito, Vicalvi e Terelle, usciti nel 1991. Solo chi usufruirà del servizio irriguo sarà tenuto al pagamento”.

Una posizione che pare corretta e impeccabile dal punto di vista dei cittadini. Se non fosse che il muro di gomma resiste: chiedere agli 8 sindaci che hanno adottato delibere per l’uscita dal perimetro di contribuenza senza esiti, che hanno fatto un’interrogazione alla Regione Lazio senza ottenere risposte, che hanno sollecitato da un anno un incontro al prefetto di Frosinone (che è pure cambiato nel frattempo) e forse si sono pure messi l’animo in pace. Amen.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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