‘Dignità’, la creazione di Francesco Ciccarelli: quando la scultura sposa la poesia

L’artista ciociaro racconta il significato della sua nuova opera: al centro un grande libro aperto e una riflessione sul rispetto

Isola del Liri – Un’opera che nasce da un’esigenza interiore ma che punta a parlare a tutti. Si intitola “Dignità” la creazione di Francesco Ciccarelli, in arte Mastro Caparra, fabbro e scultore ciociaro che da anni trasforma il ferro in uno strumento capace di raccontare emozioni, pensieri e riflessioni profonde.

Artista conosciuto ben oltre i confini del territorio, Ciccarelli ha esposto le sue opere in Italia e all’estero, dalla Biennale di Calcata a quella di St. Moritz fino alle esposizioni romane, ricevendo nel tempo premi e riconoscimenti per la capacità di rendere il metallo quasi leggero, trasformandolo in linguaggio e racconto.

La scultura, Dignità, si muove proprio lungo questa linea artistica e nasce da una necessità personale che poi si è trasformata in un messaggio universale.

«Questa opera nasce da qualcosa che probabilmente sentivo il bisogno di esternare in quel momento – racconta Francesco Ciccarelli –. Però non volevo che restasse legata soltanto a me o a una situazione specifica. Volevo che parlasse in maniera più generale del concetto di dignità».

L’intervista

  • L’elemento centrale della scultura è un grande libro aperto, simbolo attorno al quale ruota tutta la composizione.

«L’idea è partita proprio dal libro grande aperto – spiega l’artista – perché volevo inserire su una pagina una poesia che mi è sempre piaciuta e che sentivo particolarmente vicina al tema dell’opera. Si tratta di un testo di Marianne Williamson – ‘La nostra paura più profonda’ -, che mi sembrava sposarsi perfettamente con il messaggio che volevo trasmettere».

  • Sull’altra pagina, invece, compare un dettaglio simbolico: un piccolo libro intento a cancellare un’impronta di scarpone. Perché?

«Quell’impronta rappresenta in modo molto diretto chi calpesta i nostri diritti, chi manca di rispetto alle persone, chi prova in qualche modo a schiacciare gli altri e a intaccarne la dignità», spiega Ciccarelli.

  • Il piccolo libro assume quindi un ruolo quasi umano…

«È come se rappresentasse la nostra coscienza, quella parte di noi che a un certo punto reagisce. Il gesto di cancellare l’impronta di scarpone significa togliere via quella mancanza di rispetto ricevuta, eliminare il segno lasciato da qualcosa che ci ha ferito».

  • C’è anche un grande lavoro tecnico dietro la realizzazione. Come hai costruito materialmente quest’opera?

«L’opera è stata concepita per rappresentare un libro, perché da sempre mi piace realizzare libri in ferro. Tutta la struttura è stata creata utilizzando lamiera lavorata: la copertina è stata realizzata con lamiere ribattute, mentre le pagine sono state costruite una ad una, cercando di riprodurre il più possibile l’aspetto reale di un libro aperto, con le curvature naturali e il movimento che assumono le pagine. Anche la rilegatura è stata realizzata interamente a mano attraverso una treccia in filo di ferro. Ho scelto inoltre una colorazione che richiamasse pagine antiche, vissute dal tempo, non l’aspetto pulito di un volume appena stampato. Le scritte, il dipinto e l’impronta dello scarpone sono stati realizzati con strumenti specifici adatti alla vernice per il ferro. Anche il piccolo libro è interamente in ferro, ma ho cercato di dargli una sembianza quasi animata: ha braccia, una postura e impugna una scopa con cui va a cancellare quell’impronta. Nei materiali non c’è nulla di particolarmente complesso: è soprattutto ferro lavorato e modellato per trasformare un materiale rigido in qualcosa capace di raccontare una storia».

Un’opera, dunque, che attraverso forme semplici riesce a lanciare un messaggio profondo e attuale.

Ancora una volta Francesco Ciccarelli conferma quella che è da sempre la sua idea di arte: trasformare materiali duri e pesanti in qualcosa capace di parlare direttamente alle persone. Perché, come ama ripetere lo stesso artista, l’opera diventa il mezzo attraverso cui esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire.

- Pubblicità -
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Canzàre, l’arte dai resti di un’abitazione distrutta dalla guerra: sabato la visita guidata alla scoperta dell’opera

In occasione di Antiche Atmosfere al Convento di Pofi, sabato 5 settembre, Una Boccata d’Arte invita il pubblico a scoprire Canzàre

Gonfalone, la sfida record tra Ponte e Arco nel Tiro alla Fune entusiasma tutti – VIDEO

Arpino - Tiro alla Fune tra Arco e Ponte, il presidente della Pro Loco, Luciano Rea: "la più bella tirata della storia del Gonfalone"

Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni: si chiude un’edizione da record: successo oltre le aspettative

Il cartellone ha proposto un percorso di grande qualità, capace di attraversare linguaggi e periodi differenti

Gonfalone: con il sorriso di sempre Chiara Maria Iafrate torna a vincere la “Corsa con la Cannata”

Arpino - Chiara Maria e la sua Corsa con la Cannata: una vittoria conquistata con la tenacia ed il sorriso che caratterizzano la campionessa

Festival Gazzelloni, la musica dei giovani talenti emoziona Roccasecca

Una serata di talento, passione ed emozioni nel suggestivo Chiostro del Convento di San Francesco: il resoconto

Il teatro dialettale incanta Castrocielo, in scena “L’amico di papà”

La Compagnia Castrum Coeli, dal 2003, ha portato in scena numerose commedie, svolgendo un lavoro prezioso che va ben oltre il teatro
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -