Discarica di Cerreto, Sacco mette in guardia sulle operazioni di acquisizione

Roccasecca - Il primo cittadino denuncia discutibili ed opache operazioni societarie per l'acquisizione del sito

“Il vero cambiamento nel destino del nostro territorio sta anche in un diverso approccio alle politiche ambientali che devono essere di rottura rispetto al passato. Ci sono stati diversi appuntamenti elettorali in questi mesi, c’è stato uno stravolgimento fondato sulla volontà dei cittadini di avere un nuovo modo di considerare i territori”. È quanto dichiara il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco.

È giusto e doveroso – evidenzia – rimettere mano al Piano regionale rifiuti perché quello in vigore non funziona e non rispetta l’autonomia e le capacità dei territori. E bisogna ripartire proprio da questo principio. Ridare autonomia ai territori e non consentire come accaduto in passato che le province debbano farsi carico delle criticità ambientali di chi non intende dotarsi di un’adeguata rete impiantistica”.

“Ecco – prosegue il primo cittadino – approfittiamo di tutta questa carne al fuoco come si suol dire, per venire realmente incontro alla volontà degli elettori mettendo sullo stesso piano tutti i territori del Lazio e tutte le varie zone di cui è composta la nostra provincia, come non è accaduto in passato, puntando in maniera decisa sull’attuazione di una vera transizione ecologica verso l’economia circolare nella quale i rifiuti non siano più un problema per l’ambiente”.

“In tutto questo discorso rientra anche la Saf che a breve rinnoverà i suoi vertici. Sento parlare di ipotetiche operazioni di acquisto di società, con relativo patrimonio e terreni, da parte della Società Ambiente Frosinone che facciano pensare anche a Roccasecca. Tra l’altro, senza che la circostanza abbia mai interessato i sindaci che di quella società sono i proprietari. Sono certo che si tratti di voci infondate ma lo dico in anticipo: Roccasecca ha già dato, se qualcuno pensa di fare il furbo e intende tornare indietro di venti anni attraverso discutibili ed opache operazioni societarie sta sbagliando tutto. Cerreto è chiusa da oltre due anni. Indietro non si torna. Dimostriamolo, invece, che questa terra vuole crescere, vuole guardare al futuro e non ripetere pedissequamente schemi del passato che sono stati già superati dai fatti”.

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