Serie B – Il Frosinone torna da Cesena con un pareggio che lascia molti rimpianti. Il 2-2 finale – tra l’altro il quarto nel giro di poche giornate – racconta una partita in cui la squadra di Alvini è riuscita per due volte a portarsi in vantaggio, senza però trovare lo spunto decisivo per chiudere la gara. A frenare i giallazzurri è stato soprattutto Corazza, autore di una doppietta che ha permesso alla formazione di Mignani di rimanere sempre agganciata al match.
Come dicevamo, il quarto 2-2, arrivato sì dopo il perentorio 3-0 inflitto alla Sampdoria, ma che replica i verdetti contro Pescara, Catanzaro, ed Empoli, racconta una rincorsa che si fa pesante viaggiando su questi ritmi. Quattro risultati uguali sulla carta e diversissimi in campo, ma il pragmatismo non perdona: i referti parlano chiaro e sono evidenti i punti – importantissimi – persi quando si rallenta mentre le avversarie inseriscono la marcia superiore. Un dato che deve far riflettere bensì senza alleggerire il sogno, che ad oggi resta lecito e vivido.



Mister Alvini, in conferenza stampa, respinge le ‘critiche’. Rimanda al mittente la scelta della difesa a tre con Fiori quinto a destra, un’opzione adottata nel momento del vantaggio giallazzurro e che poi è sfociata nel gol del pari, rete che, per l’appunto, è arrivata da quella parte. L’allenatore insiste, non ci sta, neppure quando gli viene chiesto perché Marchizza non fosse tra i convocati: “le scelte del tecnico non si discutono”, una risposta lapidaria che fa storcere un po’ il naso a noi giornalisti.
Se da un lato, come egli stesso chiede, non bisogna ‘intossicare’ l’ambiente dopo il verdetto per tutti i motivi che ben sappiamo – in ventidue gare la squadra ha perso solo una volta, si tratta di una squadra giovane e che gioca a viso aperto ecc – e che non occorre essere negativi e impietosi nell’analisi post-gara, va anche ricordato che si è trattato di una prestazione ricca di errori che potevano essere evitati.
Quindi ci sta elogiare il collettivo e i risultati, per alcuni versi straordinari ottenuti nel corso della stagione, ma allo stesso modo andrebbe fatto qualche ‘mea culpa’, al fine soltanto di migliorare e trovare le soluzioni più congeniali ad un percorso che può regalare ancora enormi soddisfazioni. Se ora il sogno non è più taciuto e l’obiettivo è davanti agli occhi di tutti, il diktat è remare insieme, e il remare insieme esige responsabilità degli attori in primis.
La gara
La gara si apre su ritmi abbastanza equilibrati, con il Frosinone che prova a costruire gioco attraverso le geometrie di Calò e le iniziative sugli esterni. A sbloccare la partita è Corrado, che trova ancora una volta la soluzione dalla distanza: una conclusione precisa che sorprende la difesa romagnola e porta avanti gli ospiti.
Il Cesena, però, non perde compattezza e riesce a restare dentro la partita. I padroni di casa trovano il pareggio con Corazza e poco prima dell’intervallo hanno anche l’occasione per completare la rimonta. Un errore in uscita dei giallazzurri porta infatti al calcio di rigore per i bianconeri, ma Palmisani si supera dagli undici metri e mantiene il risultato in equilibrio con un intervento pesantissimo.



Nella ripresa il Frosinone prova a riprendere il controllo della gara e riesce nuovamente a mettere la testa avanti. L’azione nasce ancora dai piedi di Calò, vero riferimento della manovra: il suo assist premia il movimento di Ghedjemis, che trova il guizzo giusto per riportare avanti i ciociari.
Quando la partita sembra indirizzata, arriva però ancora la risposta del Cesena. È di nuovo Corazza a trovare lo spazio giusto per colpire e firmare la doppietta personale che vale il definitivo 2-2. Nel finale il Frosinone prova a reagire anche grazie ai cambi, ma senza riuscire a trovare la giocata decisiva.
Il pareggio lascia l’amaro in bocca anche per ciò che è accaduto sugli altri campi. Il Monza ha infatti battuto con autorità il Palermo per 3-0 grazie alle reti di Petagna, Ciurria e Leonardo Colombo, un risultato che permette ai brianzoli di allungare nella corsa alla promozione diretta. Il Frosinone riesce comunque a guadagnare due punti sui rosanero, ma la classifica ora si complica.
La squadra di Alvini si trova infatti a quattro punti dal Monza e a cinque dal Venezia, distanze che rendono più difficile l’inseguimento al primo posto e al pass diretto per la Serie A. Nonostante questo, il percorso dei ciociari resta sorprendente se confrontato con la stagione passata, quando il club aveva sfiorato la retrocessione senza rivoluzionare la rosa.
Anzi, alcuni giocatori sono cresciuti notevolmente nel rendimento, come dimostrano i progressi di Kvernadze e dello stesso Ghedjemis, diventati elementi sempre più importanti nell’economia della squadra.
Adesso, però, serve una risposta immediata. La prossima sfida contro un Bari in ripresa (17esimo in zona playout con 31 punti), fissata per mercoledì 18 alle 19 presso l’impianto di viale Olimpia, diventa fondamentale per rilanciare le ambizioni e dimostrare che il pareggio di Cesena è soltanto un passaggio a vuoto. Tornare alla vittoria significherebbe restare agganciati al treno della promozione e continuare a credere fino in fondo nel sogno Serie A.