Frosinone – Discarica di via Le Lame, le ragioni di una protesta: dopo il sit-in arrivano le accuse

Legambiente Frosinone interviene sull’attesa caratterizzazione ambientale del sito dell’ex discarica. E accusa la Provincia

Il sit-in di protesta di mercoledì scorso davanti ai cancelli della ex discarica Le Lame a Frosinone non nasce da un’idea improvvisata, tanto per “buttarla in caciara”, ma da un’analisi approfondita dei documenti prodotti dagli enti competenti relativi alle previste attività di caratterizzazione ambientale del sito.
Per chi volesse approfondire l’annosa questione – fanno sapere da Legambiente Frosinone – riportiamo di seguito un estratto della nota inviata ai media locali il giorno della manifestazione.

A seguito della nostra nota stampa del 13/5/2024 […], il Circolo Legambiente di Frosinone ha proceduto a richiedere alla Provincia di Frosinone l’accesso alla corrispondenza e agli atti “inerenti e conseguenti” il Piano di Caratterizzazione del sito dell’ex discarica Le Lame approvato dal Ministero dell’Ambiente nell’agosto 2022. Nella sua risposta, la Provincia ha affermato di non detenere atti o provvedimenti pertinenti in quanto l’oggetto dell’istanza di accesso riguarderebbe un procedimento non di competenza dell’ente. È vero, ed era a noi ben noto, che ai sensi dell’Accordo di programma sottoscritto nel 2019 il soggetto attuatore degli interventi di caratterizzazione e bonifica dei siti rientranti nel SIN Valle del Sacco è la Regione Lazio. Tuttavia, il ruolo dell’ente provinciale in questa fase risulta palesemente tutt’altro che marginale alla luce della risposta della Commissione Ambiente della Camera del 7/5/2024 all’interrogazione 5/02269 presentata dall’on. Ilaria Fontana, nella quale si cita un provvedimento della Provincia del 27/3/2024 “con cui la stessa dà atto dell’impossibilità di certificare l’adeguatezza e l’efficacia degli interventi previsti nei progetti di messa in sicurezza d’emergenza del sito”.

Il rilievo di tale provvedimento – aggiungono da Legambiente – emerge chiaramente dalla relazione semestrale del 2/2/2024 del Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) dell’Accordo di Programma, nella quale, secondo quanto riportato nella risposta all’interrogazione, si evidenzia che tale certificazione è necessaria “al fine del corretto prosieguo delle fasi di progettazione”. Vale la pena ricordare che il 27/12/2023, in risposta a una richiesta di rendicontazione dello stato dell’arte degli interventi relativi al SIN Valle del Sacco avanzata da alcune associazioni ambientaliste, la Regione Lazio dichiarava testualmente, a proposito del sito dell’ex discarica Le Lame, che erano già stati “predisposti gli atti propedeutici” e che “l’avvio dell’intervento è previsto a breve”.

Ed infatti già nell’ottobre 2023 la Regione Lazio, a seguito dell’espletamento della gara per l’affidamento degli interventi di messa in sicurezza e caratterizzazione ambientale, aveva reso efficace l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Ireos S.p.A., Gentile Ambiente S.p.A. e Geotec s.r.l. e perfezionato i relativi impegni di spesa per un importo di quasi 10 milioni di euro.
È lecito dunque ipotizzare che l’indisponibilità delle certificazioni in capo alla Provincia relative ai precedenti interventi di messa in sicurezza, emersa solo il 27 marzo scorso a seguito della richiesta del RUA, possa compromettere il prosieguo dell’iter della caratterizzazione del sito, che è propedeutica alla messa in sicurezza definitiva e/o alla bonifica. – Si legge ancora nella nota.

Dopo uno sfiancante tira-e-molla in burocratese con gli uffici provinciali, il cui unico esito è stato quello di ritardare l’accesso a un documento di grande rilevanza per l’iter di una pratica che si trascina da decenni, ci aspettiamo finalmente a breve di poter visionare il provvedimento del 27 marzo, dopo il nulla osta all’istanza di accesso richiesto dalla Provincia ai soggetti controinteressati (Città di Frosinone, Regione Lazio e Ministero). Ci auguriamo quindi di poter comprendere, a distanza di sei mesi dalla previsione di un avvio “a breve” degli interventi, chi e cosa sta ostacolando e ritardando la tanto agognata caratterizzazione ambientale del sito dell’ex discarica.

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