Serie B – Al Frosinone serviva una vittoria e vittoria è stata. Non solo per il morale o per la classifica, ma per certificare matematicamente un traguardo importante: il Leone conquista l’accesso ai playoff con ben sette giornate di anticipo e si avvicina così alla seconda posizione in classifica occupata dal Monza, distante ora soltanto due lunghezze. Un risultato tutt’altro che scontato, costruito nel tempo e consolidato contro un Bari ostico, capace di colpire subito ma non di reggere l’urto della reazione giallazzurra.
E dire che la serata si era messa subito in salita. Dopo appena un minuto, infatti, i pugliesi trovano il vantaggio con Rao, approfittando di una disattenzione difensiva. Un colpo a freddo che avrebbe potuto complicare i piani, soprattutto per una squadra reduce da quattro pareggi nelle ultime cinque uscite. E invece no: la risposta del Frosinone è stata immediata, rabbiosa, lucida.
La squadra di Alvini non ha perso equilibrio, ha continuato a macinare gioco e soprattutto ha iniziato a produrre occasioni in serie. Il pareggio è arrivato grazie a una giocata di altissima qualità di Fini, alla prima da titolare: un gol che ha cambiato l’inerzia della gara e acceso definitivamente i padroni di casa. Da quel momento in poi, il Frosinone ha preso in mano il match, costruendo con continuità e costringendo il Bari a difendersi.
I numeri raccontano bene il dominio: 26 conclusioni totali, di cui 10 nello specchio. Una produzione offensiva importante che forse avrebbe meritato anche un margine più ampio nel punteggio. Nella ripresa, la pressione si è trasformata in vantaggio: ancora protagonista Fini, che inventa l’assist per Corrado, bravo a inserirsi e a firmare il 2-1, il terzo gol consecutivo per lui.
Da lì in avanti, il Frosinone ha gestito con maturità, senza rinunciare a spingere ma evitando rischi inutili. Quando è servito, Palmisani si è fatto trovare pronto, risultando decisivo con un intervento importante su Rao. La linea difensiva, dopo l’episodio iniziale, ha ritrovato compattezza, mentre sugli esterni la spinta di Oyono e Corrado ha garantito equilibrio tra fase offensiva e copertura.
In mezzo al campo, Cichella ha fatto valere la sua solita corsa inesauribile, mentre Calò ha dato ordine e ritmo alla manovra, permettendo alla squadra di sviluppare gioco con continuità. Sulla trequarti, oltre al già citato Fini – senza dubbio il migliore in campo – si è distinta anche la prova di F. Gelli, sempre nel vivo dell’azione, mentre Fiori ha creato più di un grattacapo alla difesa barese con la sua vivacità.
Davanti, Raimondo ha lavorato soprattutto di sacrificio, lottando contro i centrali avversari e dando profondità, pur senza incidere in zona gol. Dalla panchina, gli ingressi hanno garantito solidità e nuove energie, in particolare Monterisi, che ha contribuito a blindare il risultato nel finale.
La vittoria assume un peso specifico enorme anche per ciò che accade sugli altri campi: il Frosinone accorcia sul Monza secondo, ora distante appena due lunghezze, e allunga sul Palermo. Inoltre, la sconfitta del Sudtirol contro l’Avellino certifica matematicamente l’ingresso dei giallazzurri nei playoff.
Ma la sensazione, ribadita anche da Alvini nel post gara, è che questa squadra non voglia fermarsi qui. L’obiettivo minimo è stato raggiunto, ma il sogno resta quello della promozione diretta. E per provarci servirà proprio quello visto contro il Bari: capacità di soffrire, reagire e poi colpire con qualità.
Il finale di stagione si apre così con entusiasmo, fiducia e un’identità sempre più chiara. Il prossimo appuntamento sarà al “Druso” contro il Sudtirol, un’altra tappa fondamentale di un percorso che il Frosinone vuole continuare a vivere da protagonista. Perché i playoff sono una certezza, ma la Serie A resta un obiettivo da inseguire fino all’ultimo minuto.