Per Fares Ghedjemis il sogno è diventato realtà. Dopo una stagione da protagonista assoluto con la maglia del Frosinone, culminata con 15 reti in 37 presenze e il ritorno dei giallazzurri in Serie A, l’esterno offensivo si prepara a vivere l’esperienza più importante della sua carriera: il Mondiale con l’Algeria.
In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il classe 2002 ha ripercorso le tappe della sua crescita personale e professionale, partendo dalle sue origini. Nato in Francia, a Chelles, nella periferia parigina, Ghedjemis ha raccontato di aver sempre avuto un solo obiettivo nella vita: diventare un calciatore. Un sogno coltivato fin da bambino grazie anche all’influenza del padre, ex giocatore delle categorie dilettantistiche francesi, e all’affetto della famiglia.
Nonostante la nascita in Francia, il legame con l’Algeria è sempre stato fortissimo. «Mi sono sempre sentito algerino», ha spiegato il calciatore, ricordando le origini della madre e dei nonni e l’orgoglio di poter oggi rappresentare il Paese della sua famiglia sul palcoscenico più prestigioso del calcio mondiale.
Determinante nel suo percorso è stata l’esperienza al Rouen, club francese nel quale è riuscito a mettersi in mostra prima dell’arrivo a Frosinone. Un passaggio che gli ha aperto le porte del professionismo e che ha attirato l’attenzione dell’allora direttore sportivo Guido Angelozzi, affiancato dal collaboratore Gianluca Longo, che lo portarono in Ciociaria nel gennaio 2024.
Ora davanti a lui c’è il Mondiale e una sfida subito impegnativa contro l’Argentina campione del mondo. Ghedjemis non si nasconde, ma predica equilibrio: rispetto per l’avversario e massima ambizione. «Dobbiamo affrontarla con umiltà, ma giocando per vincere», ha dichiarato.
Parole di grande riconoscenza sono state riservate anche al Frosinone, società che gli ha consentito di compiere il definitivo salto di qualità. Il giocatore ha voluto ringraziare il presidente Maurizio Stirpe, l’ex direttore Guido Angelozzi, Gianluca Longo, il direttore generale Piero Doronzo, il nuovo direttore sportivo Renzo Castagnini e soprattutto l’allenatore Massimiliano Alvini, indicato come una figura fondamentale nella sua crescita sia come calciatore che come uomo.
Tra i ricordi più belli della stagione appena conclusa c’è il gol realizzato contro il Südtirol, considerato da lui stesso il più spettacolare per tecnica ed esecuzione. Un’annata vissuta anche all’insegna dell’amicizia con Anthony e Jeremy Oyono, compagni di squadra con cui ha costruito un rapporto speciale dentro e fuori dal campo.
Sul futuro, però, nessuna anticipazione. Ghedjemis preferisce restare concentrato sul presente e sulla grande avventura che lo attende con la maglia dell’Algeria. Le voci di mercato possono aspettare: nella sua testa, al momento, c’è spazio soltanto per il Mondiale.