Il Frosinone non ha intenzione di snaturarsi. Dopo il ritorno in Serie A, la parola d’ordine resta continuità. A ribadirlo è il direttore sportivo Renzo Castagnini, intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset per ripercorrere la stagione della promozione e delineare le strategie future del club ciociaro.
Nelle sue parole emerge con forza il modello Frosinone: una realtà che non dispone dei mezzi economici delle grandi piazze, ma che negli anni è riuscita a costruire una credibilità solida grazie a organizzazione, competenza e programmazione.
Castagnini ha voluto innanzitutto rendere merito al presidente Maurizio Stirpe, considerato il principale artefice della crescita del club.
«Quattro promozioni in Serie A nell’arco di dodici anni non sono un caso», è in sintesi il concetto espresso dal dirigente, che ha sottolineato come il Frosinone sia riuscito a mantenere risultati di alto livello pur cambiando nel tempo allenatori, dirigenti e protagonisti in campo.
Ripensando all’estate scorsa, il direttore sportivo ha ricordato come il clima attorno alla squadra fosse tutt’altro che entusiasmante dopo una stagione vissuta sul filo del rasoio e conclusa con la salvezza conquistata all’ultimo respiro. Eppure, dietro quella classifica complicata, Castagnini aveva intravisto qualità importanti.
La scelta è stata quella di intervenire senza stravolgere l’organico, puntando su innesti mirati e su una forte fiducia nei calciatori già presenti. Una scommessa che ha pagato dividendi altissimi, tanto che già nei mesi autunnali all’interno dello spogliatoio si era compreso che il Frosinone avrebbe potuto ambire a qualcosa di più di una semplice stagione tranquilla.
Tra i giocatori che gli hanno dato maggiori soddisfazioni, Castagnini ha citato diversi nomi. Da Raimondo a Corrado, passando per Zilli, fino ad arrivare a Calò, protagonista di una stagione straordinaria con numeri da attaccante aggiunto. Ma un capitolo speciale è stato dedicato a Palmisani.
L’estremo difensore, lanciato dopo l’infortunio di Sherri tra qualche perplessità iniziale, è diventato uno dei simboli dell’annata giallazzurra. Una crescita talmente rapida da portarlo prima nell’Under 21 e poi nel giro della Nazionale maggiore. Per Castagnini il giovane portiere possiede già oggi le qualità necessarie per confrontarsi con il massimo campionato.
Parole importanti anche per Massimiliano Alvini, uno dei grandi protagonisti della promozione. Il direttore sportivo ha evidenziato la capacità del tecnico di valorizzare l’intera rosa, migliorando il rendimento di molti elementi e creando un’identità precisa. Un’identità che il club vuole conservare anche nella prossima stagione.
Ed è proprio qui che emerge la linea guida del Frosinone per il mercato estivo. Niente colpi a effetto, niente inseguimento ai grandi nomi a fine carriera. La promozione non cambierà la filosofia societaria.
Castagnini ha spiegato che il club continuerà a puntare su giovani affamati, motivati e con margini di crescita, rifiutando l’idea di colmare il divario tecnico con le big esclusivamente attraverso investimenti pesanti sul mercato. Una posizione chiara che esclude anche operazioni mediatiche sul modello di quelle tentate da altre neopromosse.
Tra i talenti che potrebbero ritagliarsi uno spazio importante in Serie A, il dirigente ha indicato Matteo Cichella. Il centrocampista classe 2005, autore di un girone di ritorno in costante crescita, viene considerato pronto per misurarsi con il calcio dei grandi.
Castagnini ha poi allargato il discorso al tema dei giovani italiani, sostenendo che il problema non sia la mancanza di talento ma la scarsità di opportunità. Secondo il direttore sportivo, troppo spesso i ragazzi vengono giudicati in base all’età e non alle qualità, mentre il coraggio di lanciarli dovrebbe rappresentare una priorità per il movimento calcistico nazionale.
Infine uno sguardo al futuro di Ghedjemis, uno dei giocatori più richiesti della rosa giallazzurra. Nessuna porta chiusa a una sua permanenza, ma nemmeno certezze. Molto dipenderà dalle offerte che arriveranno nelle prossime settimane e dalle valutazioni che il club farà insieme al calciatore.
La sensazione, però, è che il Frosinone abbia già scelto la propria strada. Una strada che non passa per rivoluzioni o spese folli, ma per quella miscela di coraggio, programmazione e valorizzazione dei giovani che negli ultimi anni ha trasformato una provincia calcistica in una presenza ormai abituale nel grande calcio.