A volte basta un viaggio breve per aprire orizzonti più grandi. L’8 maggio, i bambini della Scuola dell’Infanzia “San Tommaso d’Aquino” e i più piccoli del Baby Center sono partiti insieme, con quella trepidazione buona che accompagna ogni scoperta. Non era solo un’uscita didattica: era un passo dentro una storia condivisa, una tappa che continua a crescere grazie all’impegno di molti.
Una comunità educativa che cresce insieme alle famiglie
La Scuola dell’Infanzia “San Tommaso d’Aquino” custodisce una caratteristica preziosa: il corpo docente, formato dalla Congregazione delle Suore Missionarie della Fede e da insegnanti laiche, opera con una naturale sintonia che nasce da una missione condivisa.
Accanto a loro, le famiglie svolgono da sempre un ruolo decisivo: sostengono, partecipano, credono nel progetto educativo e lo rendono possibile con la loro fiducia.
È un tessuto fatto di presenze diverse ma armoniche, unite dalla responsabilità di accompagnare i più giovani con cura e uno sguardo aperto.




L’arrivo: un’accoglienza che diventa comunione
All’arrivo presso l’Istituto “Santa Giovanna Antida Thouret” di Sora, i piccoli alunni sono stati accolti dal gestore Mirko Raponi e dal suo staff. Poco dopo, l’intero corpo docente dell’Istituto si è unito al benvenuto, creando un clima immediato di familiarità: due scuole, due comunità, un’unica grande famiglia educativa.
La mattinata si è aperta con una preghiera dedicata alla Madonna, nel cuore del mese mariano. Le Suore Missionarie della Fede, insieme alle insegnanti dell’Istituto di Sora, hanno guidato un momento semplice e raccolto, mentre i presenti affidavano alla Vergine il loro percorso.
La musica: un’armonia che apre il cuore
Il laboratorio musicale condotto dal gestore Mirko Raponi è stato un varco di espressione e ascolto. Nella sala prove, i partecipanti hanno sperimentato suoni e movimenti attraverso il solfeggio, scoprendo nella musica un mezzo di relazione, ritmo condiviso, incontro reciproco. La musica richiama l’armonia del creato, il respiro del mondo che li circonda, il linguaggio universale che accomuna tutti. Quando Mirko si è esibito alla batteria e alla chitarra, coinvolgendo Suore, insegnanti e personale dei due Istituti, quell’unità è diventata visibile: un “noi” che si costruisce nota dopo nota.
L’argilla: la vita che prende forma
Il laboratorio dell’argilla ha offerto ai bambini un tempo che chiede mani pazienti e delicatezza: è un piccolo atto di creazione.
Modellando la terra, gli alunni imparano che dal nulla può nascere la vita, che ogni forma richiede cura, che ciò che nasce dalle mani va custodito perché, come un vaso, può rompersi. Una lezione pastorale profonda: la fragilità non è un limite, ma un invito alla responsabilità e alla tenerezza. I manufatti, poi cotti nel forno, saranno dipinti nei prossimi giorni, prolungando la memoria di quest’esperienza.
Mentre i bambini della materna si dedicavano ai laboratori di musica e ceramica, per i piccoli della sezione Baby Center dei due istituti l’esperienza manuale ha avuto il profumo della terra: insieme alle loro insegnanti hanno realizzato delle “bombe di semi” che poi hanno portato con sé a ricordo della giornata. Se ne prenderanno cura, finché spunteranno i primi germogli delle piantine che rappresentano la tenerezza della loro innocenza e il segno della continuità come la vita che ogni primavera torna a rifiorire.
Il pranzo: la tavola che diventa segno
Il pranzo nel refettorio dell’Istituto è stato un tempo di comunione autentica. Nella premura con cui il personale ha preparato le pietanze, nella semplicità dei piccoli ospiti seduti fianco a fianco, si intuiva qualcosa che univa: la tavola come luogo di fraternità, eco dell’altare dove il Signore continua a rendersi presente nella vita quotidiana. Per i partecipanti è stato un gesto di gratitudine e accoglienza: un piccolo Vangelo vissuto nella semplicità del condividere.
In quel clima di casa attorno ai tavoli, è arrivato anche il saluto di Sua Eccellenza Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo. Le sue parole paterne, come quelle del Buon Pastore, hanno raggiunto le due realtà educative in segno di stima e vicinanza. Ha richiamato il valore del legame tra Aquino e Sora, un cammino condiviso che cresce nella collaborazione e dedizione ai più piccoli. Un pensiero discreto, capace di illuminare ciò che già si percepiva attorno a quella tavola: una Chiesa che cammina con le sue famiglie.
Prima della partenza, il gioco nel cortile ha regalato una parentesi di leggerezza: corse, risate, amicizie che nascono senza bisogno di parole. Nel pomeriggio, i genitori attendevano i giovani alunni nella centrale Piazza San Tommaso, pronti a riceverli con affetto. Il loro sguardo – attento, partecipe, grato – ha completato il quadro della giornata.
Stanchi ma contenti, i bambini hanno fatto ritorno ad Aquino portando dentro qualcosa che non si vede ma si sente: un frammento di bellezza, la traccia di un incontro, la certezza di essere accompagnati da molti cuori.
E in quel piccolo tesoro custodito nel silenzio dei loro passi c’era già un seme: una fiducia che cresce, un legame che si approfondisce, una luce che non si spegne, come tutto ciò che nasce dall’amore di una comunità che educa insieme e affida ogni cammino alla cura di Dio.