Sabato 16 maggio, alle ore 20:00, la Sala Conferenze “N. Pantano” di Pofi, in Via San Giorgio, ospiterà la presentazione del libro “Telescopi per artisti e letterati: storie di celebri opere nate dall’osservazione del cielo con strumenti astronomici”.
L’incontro vedrà la partecipazione degli autori: Valentina Coccarelli, Francesco Spilabotte e Franco Foresta Martin (in collegamento dal Museo di Geologia Gemellaro di Palermo).
Interverranno per i saluti istituzionali Marco Savarese, Vicesindaco di Pofi, Marco Germani, Direttore Scientifico del Museo Preistorico “P. Fedele” e l’archeologo Italo Biddittu.
In occasione della Notte Europea dei Musei, il Museo resterà aperto dalle 19:00 alle 24:00, con ingresso al costo simbolico di 1 euro. L’evento è patrocinato dal Comune di Pofi, dall’Ecomuseo Argil, dalla casa editrice Villaggio Letterario e dall’Associazione Tua – Territorio dell’Uomo Antico.
Telescopi per artisti e letterati: storie di celebri opere nate dall’osservazione del cielo con strumenti astronomici
Scritto da Valentina Coccarelli, Francesco Spilabotte e Franco Foresta Martin e arricchito dalla prefazione dell’astronoma Sabrina Masiero (astronoma della Fondazione GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, Isnello, PA), il libro delinea un percorso che si snoda dalle prime rappresentazioni scientifiche, letterarie e artistiche nate dall’uso dei pionieristici strumenti d’osservazione, fino alle più moderne visioni dello spazio. Non si tratta di un semplice trattato di astronomia, ma di un’indagine interdisciplinare capace di fondere scienza, arte e letteratura attraverso una narrazione rigorosa e, al contempo, avvincente.
L’opera accompagna il lettore attraverso una vera rivoluzione figurativa, come la “Luna grande” di Leonardo da Vinci che anticipò le scoperte galileiane, fino ad arrivare alla Vergine del Cigoli, dipinta con una falce lunare “craterizzata” e realistica che portò la verità astronomica nel cuore della devozione barocca. Questa tensione verso il realismo culmina nelle tele settecentesche di Donato Creti, dove i pianeti cessano di essere semplici sfondi per diventare i protagonisti della composizione, e nelle illustrazioni scientifiche di Trouvelot, capaci di trasformare l’osservazione astronomica in pura arte.
Il legame tra scienza e arte si estende poi alla letteratura, dove lo strumento ottico diventa un filtro per decifrare la complessità del reale. È il caso di Italo Calvino, che trasse ispirazione dalle osservazioni celesti per la sua prosa precisa e filosofica, o del celebre abbaglio di Schiaparelli, i cui “canali” marziani rappresentati nelle sue mappe, seppur inesistenti, alimentarono per decenni i sogni della narrativa moderna.
Attraverso una fitta rete di racconti e curiosità inedite, il testo si rivolge a chi non vede confini tra sapere scientifico e umanistico. Il saggio celebra quell’ancestrale bisogno umano di guardare oltre, utilizzando la tecnologia non solo per misurare il cosmo, ma per reimmaginarlo.
