Isola del Liri, Di Pucchio chiede un Consiglio e va a vedere le carte di Quadrini sul caso scuola-caserma

Tiene banco la vicenda dell'immobile dov'è ospitata la scuola primaria Garibaldi, da adibire a nuova caserma dei Carabinieri

L’atto di giunta municipale del 20 novembre scorso sembra sufficientemente chiaro perché delibera “1. di dare atto che l’immobile da adibire a nuova Caserma dei Carabinieri sito in Via Mazzini attualmente utilizzato come edificio scolastico é di proprietà comunale; 2. di assumere l’onere finanziario per l’adeguamento funzionale dell’immobile per adibirlo a caserma dei Carabinieri, 3. di impegnarsi a cedere l’immobile, a lavori ultimati, in affitto a canone annuo di 48mila euro”.

Punti che l’esecutivo del sindaco Massimiliano Quadrini ha fissato poco meno di 7 mesi fa e non risulta che abbia rinunciato all’intento. Nemmeno una parola scritta in quel provvedimento, invece, sugli alunni, gli insegnanti ed i genitori che dovrebbero traslocare nell’immobile adiacente. Un piccolo terremoto logistico ma anche psicologico.

Il fatto è che le comunità percepiscono nettamente le ingiustizie o almeno le decisioni che individuano come inique. Le reazioni sono profonde su tematiche sensibili come istruzione e sanità e nessun potere, per quanto strutturato sull’ampio consenso, può evitare contraccolpi sui social e attivismo di protesta. Si può essere più o meno sicuri che genitori e insegnanti preferiscano starsene in silenzio per non inimicarsi gli amministratori. Ma davvero si può “scommettere” su tutti? I più “coraggiosi”, infatti, ad Isola del Liri hanno mostrato la faccia e si sono perfino fatti fotografare davanti ad uno striscione: dieci in tutto con alle spalle un messaggio esplicito per il Palazzo: la scuola non si tocca.

Il gruppo Isola del Liri Futura: ora un Consiglio comunale aperto ai cittadini

Luciano Duro, già sindaco, esponente della cultura, promotore di eventi con artisti indimenticabili, ideatore dei primi laboratori teatrali nelle scuole, scrive parole che sono pietre: “Le scuole non si chiudono, si aprono, sono aria salubre, le fondamenta su cui poggia il futuro”. Ma la vicenda era già nel mirino delle consigliere comunali del Gruppo “Isola del Liri Futura” Antonella Di Pucchio, Maria Francesca Fiorini, Federica Forte e Rosella Puzzuoli. Battono i pugni e chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale “aperto ai cittadini e ai rappresentanti della scuola che abbia ad oggetto la scelta dell’attuale amministrazione di destinare l’edificio scolastico Mazzini (che attualmente ospita gli alunni della scuola primaria Garibaldi) a Caserma dei Carabinieri. Il nostro Gruppo Consiliare ha già contestato questa scelta, in via istituzionale durante le sedute di Consiglio Comunale, e all’esterno attraverso precedenti comunicati, post e video”.

“Il sindaco Quadrini – attacca Antonella Di Pucchio – si sottrae ad un confronto diretto e trasparente con i genitori degli alunni, attuali e futuri, che inevitabilmente subiranno le conseguenze di tale scelta. Il primo cittadino si affida oggi ad un comunicato nel quale afferma che non esiste alcuna decisione definitiva, ma che tutto dipenderà dal completamento dell’iter tecnico-amministrativo del progetto. L’unica cosa che non dice è che la scelta amministrativa (politica) è stata non solo assunta, ma strenuamente difesa durante i Consigli Comunali che hanno affrontato l’argomento”.

“Noi vogliamo credere in questa disponibilità del sindaco”

“Nel medesimo comunicato Quadrini conferma la piena disponibilità ad aprire momenti di ascolto e approfondimento con la scuola, con le famiglie e con tutti i soggetti interessati – annota ancora la capogruppo di opposizione -. Noi vogliamo credere in questa disponibilità e, per tale ragione, presenteremo a breve la richiesta di un Consiglio Comunale aperto alle famiglie e ai rappresentanti della scuola per discutere dell’argomento”, insomma le quattro consigliere vogliono andare a vedere proprio quali carte ha in mano da giocare il primo cittadino. L’attesa ora è per la convocazione del Consiglio comunale (i particolari tecnici della vicenda sono stati già riferiti su queste colonne da Sara Pacitto, mentre ha portato la sua video-curiosità sagace a due ruote Giuseppe Manzo).

Intanto le parole di Quadrini dicono cose che non trovano riscontro nelle carte: “Sorprende il clima di allarme che si è generato attorno a un’ipotesi progettuale che, ad oggi, si trova ancora in una fase assolutamente preliminare – afferma sicuro della sua verità il primo cittadino -. Non esiste alcuna decisione definitiva, non esiste alcun trasferimento imminente delle classi e soprattutto non esiste alcuna intenzione di spostare gli alunni nel corso dell’anno scolastico”.

“L’eventuale percorso potrà prendere forma esclusivamente dopo il completamento dell’iter tecnico e amministrativo – avverte stentoreo -: predisposizione del progetto, acquisizione delle autorizzazioni degli enti sovracomunali competenti e confronto con la dirigenza scolastica. Solo a quel punto si potrà valutare concretamente la fattibilità dell’intervento”.

Ma davvero è così? La giunta non ha forse assunto una deliberazione che suona a tutti gli effetti definitiva e non certo preliminare? E poi: il progetto di fattibilità tecnico-economica è bello che redatto e stampato, con tanto di dettaglio di planimetrie: allora, di quale preliminarità parla Quadrini adesso? E inoltre: 11 pagine su 12 dell’elaborato tecnico sono dedicate alla Caserma. Un paragrafo finale sintetizza in 16 righe il restyling della scuola che verrà. Come a dire che anche gli spazi fanno capire molto di quale sia la valutazione delle cose da parte dell’amministrazione comunale.

“Dov’è scritto che il ministero dell’Interno prenderà in fitto quei locali?”

Di Pucchio si preoccupa anche per la spesa, dispendio di denaro dei cittadini: “Pagheremo solo di interessi sul mutuo qualcosa come 1 milione e 200 mila euro e oltretutto nella delibera non c’è scritto se il ministero degli Interni ha intenzione davvero di prendere in fitto i locali per 48mila euro l’anno”. Senza contare come la Corte dei Conti abbia ribadito in più sentenze che le spese di “accasermamento” in senso stretto continuano a gravare sull’amministrazione statale competente.

Certo, le frasi di Quadrini che paiono gettare acqua sul fuoco vanno comunque interpretate. Può darsi che l’incoerenza che traspare dal confronto tra dichiarazioni e atti ufficiali rappresenti un cambio di idea dovuto ad una mutata valutazione delle circostanze. Perché, altrimenti, bisognerebbe concludere che siamo di fronte ad una simulazione consapevole: si ostentano decisioni ancora da prendere per evitare proteste, per limitare la perdita di consensi, minando alle radici possibili ostacoli rispetto a scelte già fatte.

Ma in fatto di salti di logica e di casacca ai limiti dell’insensatezza almeno apparente, la politica anche isolana ha già dato esempi eloquenti. Sempre che di esempi si tratti.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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