Visita al termovalorizzatore di Pozzilli per 50 ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Pontecorvo appartenenti alle classi III e IV degli indirizzi “Meccanica, meccatronica ed energia” ed “Elettronica ed elettrotecnica”.
Gli studenti, accompagnati da 5 docenti, hanno avuto modo di conoscere il virtuoso ciclo di trattamento di un impianto alimentato da fonti rinnovabili (IAFR), che rappresenta un’eccellenza tecnologica e ambientale in Italia. Nel termovalorizzatore, infatti, entra CSS (combustibile solido secondario derivato dalla selezione del rifiuto urbano secco non differenziabile) dalla cui combustione si ricava energia elettrica, con un’immissione in rete di circa 80mila MWh all’anno, pari al fabbisogno di circa 84mila cittadini e contribuendo in questo modo all’autonomia energetica del Paese. La visita, dopo una presentazione dell’impianto e un inquadramento generale del ciclo rifiuti, ha seguito il percorso industriale effettuato dal CSS. Questo, dopo i controlli di legge che ne determinano l’ammissione, viene prima stoccato e, successivamente, avviato a combustione (i ragazzi potranno anche vedere, attraverso un’apposita finestrella il forno), dal cui vapore si alimenta la turbina che produce energia elettrica.

Focus su protezione ambientale e trattamento rifiuti
Particolare attenzione è stata posta sul processo di trattamento fumi e controllo delle emissioni, che, grazie alle tecnologie impiegate, assicura una totale protezione dell’ambiente. Grazie ai diversi trattamenti a cui sono sottoposti i gas della combustione, infatti, le immissioni in atmosfera della gran parte dei parametri, non superano il 20% dei limiti imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, già notevolmente più bassi rispetto a quelli fissati dalla normativa nazionale di riferimento. Del resto, il termovalorizzatore di Pozzilli gode di tutte le principali certificazioni nel campo della gestione ambientale, sicurezza e qualità, fra cui anche l’Emas, il massimo grado di certificazione ambientale europeo.
