“L’arte di raccontare emozioni”, torna il concorso fotografico e di narrativa dedicato a Luigi Lombardi

Il 12 settembre la seconda edizione del concorso promosso da A.M.A. Ceprano per parlare di emozioni, ascolto e prevenzione

PARLIAMONE. È una parola semplice, quasi disarmante nella sua normalità. Ma quando dietro quella parola c’è il dolore di una mamma che ha perso suo figlio, parlare diventa una scelta, una responsabilità, quasi una forma di resistenza. È da qui che nasce e continua il percorso di A.M.A. Ceprano ODV, l’Associazione Auto Mutuo Aiuto Ceprano e Provincia di Frosinone, che anche quest’anno ha scelto di trasformare il dolore in un’occasione di incontro, ascolto e sensibilizzazione.

Il 12 settembre, a Ceprano, sarà in scena la seconda edizione del Concorso Fotografico e di Narrativa “Luigi Lombardi”, promosso dall’associazione con il patrocinio del Comune di Ceprano e dedicato alla memoria di Luigi. Un’iniziativa che non vuole essere semplicemente un concorso artistico. Dietro le fotografie e i racconti c’è un messaggio molto più profondo: dare alle emozioni uno spazio, permettere ai ragazzi di raccontarsi e ricordare che chiedere aiuto non è una debolezza.

Il tema scelto per questa seconda edizione è infatti “L’arte di raccontare emozioni”. E non è casuale che l’iniziativa venga organizzata in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. L’obiettivo dell’A.M.A. Ceprano è quello di contribuire, attraverso la cultura e la creatività, a costruire una comunità più attenta al disagio, alla solitudine e alle fragilità che spesso rimangono nascoste.

«Parliamo di emozioni. Parliamo di quelle che ci fanno sorridere, di quelle che ci fanno riflettere, di quelle che a volte teniamo nascoste. Parliamo di ascolto, di speranza, di coraggio e di rinascita», è il messaggio scelto dall’associazione. Perché un’emozione raccontata può diventare un ponte verso qualcun altro. E una parola, arrivata nel momento giusto, può fare la differenza.

Il concorso è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 30 anni, chiamati a raccontare il proprio mondo attraverso una fotografia oppure attraverso la scrittura. Sono previste due sezioni: Fotografia e Narrativa. Per la fotografia sono ammesse fino a tre opere, rigorosamente in bianco e nero, mentre per la narrativa è possibile presentare un racconto breve, una poesia oppure un testo di canzone senza musica. Le opere dovranno essere originali e coerenti con il tema del concorso.

A rendere ancora più significativo il percorso sarà la partecipazione del dottor Cristian Romaniello, psicologo e psicoterapeuta, che sarà protagonista della giornata del 12 settembre.

Il programma partirà alle 10, alla Piazz’Ed da – Casa di Edda, in via Campidoglio 16, con i saluti istituzionali del sindaco di Ceprano Marco Colucci e del consigliere alle Politiche giovanili Emanuele Antonelli.

Alle 10.15 è prevista la presentazione della giornata e del dottor Romaniello. Alle 10.30 si entrerà nel cuore del tema con “Dal bianco e nero ai colori. Emozioni che prendono vita”, mentre alle 11.30 sarà la volta del laboratorio “Comunicazione in libertà”, dedicato all’accettazione dell’altro e alla sospensione del giudizio.

Dopo la pausa pranzo, alle 15, è previsto il collegamento tra i due laboratori e, alle 15.30, un secondo momento dal titolo “Esageriamo – spingiamo oltre”, con barzellette irriverenti e black humor dei presenti.

Alle 18 arriverà il momento della premiazione della seconda edizione del concorso “Luigi Lombardi”. A seguire, l’inaugurazione della mostra a Palazzo Ferrari. Le opere selezionate resteranno esposte dal 12 settembre all’11 ottobre 2026, con apertura il venerdì, il sabato e la domenica e aperture straordinarie su richiesta.

Il concorso, dunque, non si esaurisce nella giornata della premiazione. Le fotografie, le parole e le emozioni dei giovani partecipanti continueranno a vivere nella mostra, diventando parte di un percorso collettivo. Ed è proprio questo il senso più autentico dell’iniziativa voluta da Stefania Casavecchia e dalla sua A.M.A. Ceprano: non lasciare che una storia di dolore resti soltanto una storia privata.

Trasformarla, invece, in una domanda rivolta a tutti: quanto siamo capaci di ascoltare chi ci sta accanto? Quanto sappiamo riconoscere una fragilità prima che diventi disperazione? Quanto spazio concediamo alle parole, soprattutto a quelle che facciamo più fatica a pronunciare?

Il concorso dedicato a Luigi prova a rispondere partendo dai giovani e dall’arte. Una fotografia, una poesia, un racconto, una canzone possono diventare strumenti per dire quello che a voce, magari, non si riesce a dire. E così il dolore di una mamma diventa una voce collettiva.

Una voce che continua a ripetere una parola semplice, ma fondamentale: PARLIAMONE. Le informazioni sul regolamento, sulle modalità di partecipazione e sull’iniziativa sono disponibili attraverso i canali ufficiali dell’A.M.A. Ceprano.

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