Mafie e corruzione, la legalità per contrastare gli interessi criminali che minacciano il territorio: il confronto

Cassino - Appuntamento questa sera, venerdì 12 settembre, in Piazza Labriola. Un'analisi su Basso Lazio e Alto Casertano

Le mafie non sono un problema lontano, relegato a realtà del Sud Italia o alle grandi città. Sono una presenza silenziosa ma concreta anche nella provincia di Frosinone, in particolare nel Cassinate, dove le infiltrazioni criminali hanno trovato terreno fertile nei settori dell’edilizia, del commercio, della ristorazione e persino dei servizi funebri. A ricordarlo, oltre alle recenti inchieste giudiziarie e ai rapporti della DIA, è l’iniziativa in programma a Cassino questa sera, venerdì 12 settembre in Piazza Labriola. Un evento promosso dall’Unione Nazionale Mutilati per Servizio – sede di Cassino, dal titolo eloquente: “La corruzione e le mafie mortificano la vita dei cittadini”.

Un appuntamento che vuole accendere i riflettori sulla necessità di parlare di mafia per contrastarla, perché il silenzio e l’omertà rappresentano da sempre le armi migliori per la criminalità organizzata.

Mafie evolute e sempre più radicate

Secondo le analisi più recenti, la presenza mafiosa nel Lazio e nel Basso Lazio non si manifesta più soltanto con la violenza, ma soprattutto con la capacità di inserirsi nel tessuto economico e istituzionale. Clan camorristici, ‘ndranghetisti e gruppi legati a organizzazioni criminali straniere hanno imparato a muoversi come imprenditori: aprono società, stringono accordi, si insinuano nelle pieghe della burocrazia.

In provincia di Frosinone, e in particolare nell’area di Cassino, il fenomeno è stato più volte rilevato e contrastato con indagini di rilievo: traffici illeciti, frodi fiscali, riciclaggio, usura, sono strumenti attraverso i quali le mafie condizionano l’economia locale, alterano la concorrenza e sottraggono opportunità agli imprenditori onesti.

Il confronto pubblico a Cassino

L’incontro di Cassino sarà un momento di confronto con rappresentanti delle istituzioni e della magistratura. Interverranno, tra gli altri, il Prefetto di Frosinone Ernesto Liguori, il Presidente del Tribunale di Cassino Lucio Aschettino, il Sindaco Enzo Salera, insieme a figure di rilievo nazionale come il Generale di Corpo d’Armata Pasquale Angelosanto, il Commissario dello Stato per la Regione Sicilia e già Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, il Procuratore capo di Cassino Carlo Fucci e l’avvocato Paolo Bonaiuti. A moderare il dibattito sarà la giornalista della nostra Redazione Angela Nicoletti.

L’obiettivo è chiaro: riaffermare il valore della legalità e la necessità di una cittadinanza vigile e consapevole, che sappia riconoscere i segnali delle infiltrazioni mafiose e sostenga l’azione delle istituzioni.

Rompere il silenzio

Parlare di mafia significa smascherarne la presenza, far emergere i meccanismi attraverso cui essa condiziona la vita dei cittadini, dal lavoro al quotidiano. Perché la criminalità organizzata non prospera solo con la violenza, ma soprattutto grazie all’indifferenza e all’omertà.

Ed è proprio per rompere quel muro di silenzio che appuntamenti come quello di Cassino diventano fondamentali: un’occasione per riflettere, informarsi e prendere posizione. Perché la lotta alle mafie non è compito esclusivo della magistratura o delle forze dell’ordine, ma responsabilità di un’intera comunità.

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