I numeri delineano un quadro che preoccupa e che viene ormai definito una vera emergenza sociale. In Italia il fenomeno delle persone scomparse continua a colpire soprattutto i più giovani: oltre sette segnalazioni su dieci riguardano infatti minori, spesso stranieri e in condizioni di particolare vulnerabilità.
È quanto emerge dalla XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, diffusa nella giornata di oggi. Nel corso del 2025 sono state registrate complessivamente 25.358 segnalazioni riferite a 22.065 persone. A pesare in maniera significativa sono soprattutto i casi che riguardano bambini e adolescenti: le segnalazioni relative ai minori hanno raggiunto quota 17.942, pari al 70,8% del totale.
Particolarmente rilevante la componente straniera. Dei minori segnalati come scomparsi, 12.959 risultano essere cittadini stranieri, un dato che rappresenta oltre il 72% delle segnalazioni che riguardano ragazzi e adolescenti.
Anche il Lazio figura tra le regioni maggiormente interessate dal fenomeno. Il territorio regionale concentra il 7,9% delle segnalazioni registrate a livello nazionale, collocandosi al quarto posto dopo Sicilia, Lombardia e Campania. Tra le province spicca Roma che, con il 5,9% dei casi nazionali, si conferma tra le realtà territoriali più coinvolte.
Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa riguarda il divario tra i ritrovamenti dei minori italiani e quelli stranieri. Se nel primo caso il tasso di ritrovamento raggiunge il 78%, per i giovani stranieri la percentuale si ferma al 42,1%. Un dato che, secondo gli esperti, non è legato a una maggiore propensione all’allontanamento, ma a condizioni di fragilità più profonde: assenza di una rete familiare stabile, percorsi migratori interrotti, difficoltà linguistiche, situazioni documentali incerte e criticità nei sistemi di accoglienza.
Il problema, però, non si esaurisce con il ritrovamento. In molti casi, infatti, la scomparsa rischia di trasformarsi in un fenomeno ricorrente. Dietro gli allontanamenti possono nascondersi situazioni di disagio, sfruttamento, violenza, manipolazione o ricatti online che continuano a rappresentare un pericolo anche dopo il rientro.
Secondo Telefono Azzurro, i numeri ufficiali raccontano soltanto una parte della realtà. Accanto ai casi denunciati esisterebbe infatti una vasta area sommersa composta da minori che non vengono segnalati, bambini privi di documenti, adolescenti vittime di pressioni online o ragazzi che si allontanano dai percorsi di tutela.
In occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi, la fondazione ha inoltre pubblicato il dossier 2026 dedicato al fenomeno nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale. Dall’analisi emerge come le cause delle scomparse siano molteplici: fughe da casa, allontanamenti da comunità o centri di accoglienza, sottrazioni familiari e casi collegati a situazioni di coercizione o sfruttamento.
Gli esperti sottolineano infine la necessità di un approccio che non si limiti alla ricerca delle persone scomparse, ma che punti anche sulla prevenzione e sul sostegno successivo al ritrovamento, per evitare che le condizioni che hanno portato all’allontanamento possano ripetersi.