Morbillo: da inizio anno 991 casi, il 90% tra i non vaccinati. Nel Lazio trend negativo

Lo stato vaccinale è noto per il 93,3% dei casi segnalati, di cui il 90,1% erano non vaccinati al momento del contagio

Dal 1 gennaio al 30 novembre 2024, in Italia, sono stati notificati 991 casi di morbillo (18,3 casi per milione di abitanti) di cui 49 nel mese di novembre 2024, numero in lieve aumento rispetto al mese precedente. È quanto emerge dal numero di dicembre 2024 del bollettino periodico Morbillo & Rosolia News curato dalla sorveglianza epidemiologica nazionale del morbillo e della rosolia.

Sono 18 le Regioni/PPAA che hanno segnalato casi dall’inizio dell’anno, di cui otto (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Sicilia, Campania, Toscana, Abruzzo, Liguria) hanno segnalato complessivamente l’86,2% dei casi. Nella PA di Bolzano è stata osservata l’incidenza più elevata (46,7/milione abitanti). L’età mediana dei casi segnalati è pari a 30 anni; oltre la metà dei casi (52,3%) sono adolescenti o giovani adulti (età 15-39 anni) e un ulteriore 23,7% ha più di 40 anni di età. Tuttavia, l’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini sotto ai 5 anni d’età e sono stati segnalati 48 casi in bambini con meno di un anno di età, troppo piccoli per essere vaccinati. Lo stato vaccinale è noto per il 93,3% dei casi segnalati, di cui il 90,1% erano non vaccinati al momento del contagio. Tra i casi segnalati, 77 sono operatori sanitari, mentre le complicanze più frequentemente riportate sono state epatite/aumento delle transaminasi e polmonite. Nello stesso periodo in esame sono stati segnalati anche 2 casi di rosolia, classificati come possibili.

La sorveglianza è coordinata dal Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS Reparto Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici e il Laboratorio Nazionale di riferimento per il Morbillo e la Rosolia con il contributo della rete nazionale di Laboratori Regionali di Riferimento (MoRoNet).

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