Era iniziata nel peggiore dei modi la trasferta del giovane pilota Gabriele Peticca, tanto che venerdì sera al confine tra Italia e Austria aveva quasi deciso di abortire la prima trasferta del Campionato Europeo Velocità in Salita di motociclismo. Peticca dopo una serie di complicazioni è riuscito a raggiungere Landshaag, solo a notte fonda, ovvero le due del mattino. All’indomani verifiche sportive e verifiche tecniche fatte in extremis, quando i commissari tecnici stavano ormai per chiudere tutto.
Nel pomeriggio di sabato, ha preso parte alle due manches di prove libere con la sua Kawasaki 1000, con cui era iscritto nella Superstock 1000 del campionato austriaco e nell’europeo superbike. Il giovane pilota del M.C. Franco Mancini 2000, nella sua classe doveva vedersela con avversari tosti, quali: Thomas Altenhuber, Manuel Schleindlhuber, Thomas Altendorfen, gente che non esita certo a dare gas, basti pensare che Altenhuber è stato il vincitore assoluto con la Suzuki nella classe Superbike e per di più sul tracciato più veloce di tutto il campionato, dove si toccano punte da trecento km/h.

Quindi per Peticca il compito era arduo, aggiungiamo pure che oltre alle due salite del sabato, Gabriele ha potuto effettuarne ancora una domenica mattina, ma con un tracciato completamente bagnato dalla pioggia arrivata al primo mattino e quindi una prova non molto proficua. La gara come da copione è iniziata domenica alle 12,00 in punto, Gabriele fa capire subito di che pasta è fatto, si impone nella prima manche, davanti a Altenhuber che lo tallona a tre decimi di secondo.
C’è da tenere conto però che in Austria a differenza dell’Italia la classifica finale è data dalla dalla somma dei tempi e non dei punti, pertanto Altenhuber potrebbe ancora soffiargli la vittoria. Gabriele è cosciente di questa cosa, insieme al papà Enzo e al meccanico Lorenzo, riguardano la moto in ogni particolare. Arrivata l’ora della verità, Peticca si prepara sulla linea di partenza e all’accensione del semaforo verde scatta come se non ci fosse un domani, marcia dopo marcia, curva dopo curva, divora l’asfalto, alla casetta entra talmente forte che la traiettoria lo porta a uscire proprio sul filo dell’asfalto, alzando una nuvoletta di polvere che fa temere il peggio, poi testa sotto il cupolino e giù nel discesone, con il suo Kawasaki che in sesta piena urla come un dannato, finalmente eccola, la fatidica bandiera scacchi.
Alza la testa, si volta a sinistra e sul display luminoso legge 1.12.823 con una media di 180 km/h rifila quattro decimi a Altenhuber. Sportivamente gli avversari si complimentano subito con lui, e lungo il tracciato gli oltre ventimila spettatori paganti gli tributano il giusto merito. Il M.C. Franco Mancini 2000 è orgoglioso delle gesta di questo pilota a lui va un ringraziamento e le congratulazioni di tutti i soci. Ora però tutti conoscono e temono il pilota ciociaro, questo sconosciuto Gabriele Peticca che è salito su tutti nella Superstock 1000.