Nove cani avvelenati e uccisi, la denuncia: “A Pontecorvo vivono dei mostri”

Strage nel silenzio: la denuncia dell’ENPA e il dolore di una figlia. Le indagini vanno avanti per risalire ai responsabili

Un campo diventato teatro di morte. A Pontecorvo, in contrada Tortoni, nove cani sono stati trovati senza vita, uccisi – secondo le prime ricostruzioni – da un avvelenamento. Una strage che scuote, indigna e apre interrogativi pesanti non solo su chi abbia compiuto il gesto, ma anche su chi, di fronte a tutto questo, ha scelto di non parlare.

Quegli animali non erano randagi “invisibili”. Per anni erano stati accuditi da un cittadino della zona: nutriti, curati, sterilizzati. Un lavoro silenzioso, quotidiano, portato avanti senza il supporto delle istituzioni, ma con un forte senso civico. Poi, all’improvviso, il dramma.

Sul posto è intervenuta l’ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, sezione di Frosinone, con la presidente che ha sporto denuncia e allertato i Carabinieri Forestali e la ASL. Ma mentre si attivano le verifiche per accertare responsabilità e dinamica, c’è un altro elemento che pesa: il silenzio istituzionale.

Dall’assessorato comunale competente sul randagismo, almeno finora, nessuna presa di posizione ufficiale. Nessuna condanna pubblica. Un’assenza che l’ENPA definisce inaccettabile, soprattutto alla luce di un programma sul randagismo presentato cinque anni fa e, a quanto emerge, mai tradotto in azioni concrete come il censimento degli animali nelle campagne. Un vuoto che oggi torna prepotentemente al centro della polemica ENPA.

Ma dietro i numeri, ci sono storie. E nomi.

A raccontarli è la figlia dell’uomo che per anni si è preso cura di quei cani. Le sue parole sono un pugno nello stomaco: «Non sono tornata a Pontecorvo per una delle solite visite. Sono tornata d’urgenza, col cuore in gola, per affrontare un’emergenza che non avrei mai voluto vivere. Oggi lascio questo posto avvolta in un silenzio assordante, in un luogo che fino a pochi giorni fa brulicava di vita e di anime belle».

Poi l’elenco, che trasforma la cronaca in dolore concreto: «Hanno avvelenato nove cani. Per molti saranno solo “povere bestie”, ma io voglio raccontarvi chi erano. Erano parte della famiglia di mio papà». E li chiama per nome: Chicchi, arrivata già incinta e i suoi cuccioli; Chicco, «dolcissimo, amato da tutti ma curato solo da mio padre»; Frida, sopravvissuta al morso di una vipera; Ernesto, Nerina, Nerone. E ancora Gioia, «timidissima», Teddie, il cane dal pelo lungo che lei stessa tosava, e Willy, «un bellissimo dogo bianco con chissà quale passato».

Animali abbandonati da altri, ma accolti e protetti. «Il suo unico errore? Non essersi mai fatto troppe domande e aver semplicemente aggiunto, ogni volta, un posto a tavola», scrive la donna, ricordando l’impegno del padre.

Nel suo sfogo c’è anche un monito: «Chi ha ucciso queste creature è una persona socialmente pericolosa. Fate attenzione, a Pontecorvo vivono dei mostri». E un’accusa che allarga il perimetro della responsabilità: «Chi sa, chi tace e chi sospetta senza parlare è complice».

Intanto le indagini sono in corso. Resta, però, una ferita aperta: nove vite spezzate e una comunità chiamata a interrogarsi. Non solo su chi ha avvelenato, ma anche su quanto si sarebbe potuto fare – prima – per evitare che accadesse.

Aggiornamento – Dal Comune fanno sapere che i cani morti siano 15 e diffondono la nota che integralmente pubblichiamo. “A seguito del rinvenimento di 15 cani morti in contrada Tordoni, unitamente ad Anna Annagrazia Longo, assessore con delega al randagismo infirmiamo la cittadinanza che ci siamo attivata immediatamente, contattando i cittadini coinvolti e segnalando tutto alle autorità competenti. Al momento, dopo i vari contatti con i carabinieri forestali, non ci sono prove scientifiche di avvelenamento: esiste solo un sospetto, in attesa dei risultati ufficiali dell’Istituto Zooprofilattico. Invitiamo a non fare allarmismi e a diffondere solo informazioni verificate con le forze dell’ordine. Assicuriamo aggiornamenti appena disponibili e ribadendo il proprio impegno per la tutela degli animali”.

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