“A Frosinone il sì vince 53 a 47. Fino alla primavera 27 la fratta è longa ma è comunque tosta”: la battuta dell’ex consigliere comunale Stefano Pizzutelli pare tanto una riflessione sulla contendibilità della poltrona di primo cittadino del capoluogo, al di là della forza e dei favori del pronostico dell’uscente. Insomma rappresenta, in fin dei conti e nonostante tutto, un’uscita venata da ottimismo. Del resto un atteggiamento del genere è più che necessario se è vero, come pare, che su di lui cadrà l’onore e l’onere di ricostruire il circolo dem di Frosinone. Le trattative in atto fra le varie anime del partito riguardano essenzialmente vice-segreteria (sempre Area Dem) e presidenza (Rete Democratica), ma su Stefano Pizzutelli si sarebbe raggiunta una buona convergenza. Peraltro la scadenza è ormai prossima perché il congresso cittadino del Partito Democratico si terrà nella mattinata di domani all’Hotel Astor dalle 9 alle 13. “Questo appuntamento – avverte una nota stampa del circolo – rappresenta la fine di un lungo e travagliato percorso congressuale, a margine del quale tutte e tutti avvertiamo la necessità di ripartire, anche in vista delle elezioni comunali del 2027”.
“Manco gli uttri…”: la stoccata alla maggioranza consiliare
L’uso dell’ironia – in prosa ed in poesia – è una caratteristica del segretario cittadino ormai in pectore. L’ultima annotazione risale a qualche settimana fa a proposito dei cambi di casacca e dei rimescolamenti di gruppi consiliari ma è particolarmente gustosa: “Ci tengo ad avvisare i consiglieri di maggioranza al Comune di Frosinone che, non tutti i partiti sono ancora rappresentati e sono ancora a disposizione: – Noi Moderati, – Sudtiroler VolskPartei, – Union Valdotaine, – Partito dell’Amore, – il Movimento animalista della Brambilla, – il Popolo della Famiglia di Adinolfi. – Partito Operaio Liberale Trumpiano Repubblicano Organizzato Nuovo Ecologista (in sigla P.O.L.T.R.O.N.E.) Manco gli uttri, santa pace…”.
Tutte le opzioni in campo, da Iacovissi all’esponente civico
In effetti bisognerà prenderlo con estrema leggerezza questo tentativo del Pd di riconquistare il centro della scena politica del capoluogo, dopo che i tre consiglieri comunali sono stati abbandonati dal partito provinciale alle loro tribolazioni consiliari. Senza una sola idea da condividere sul momento attraversato dalla città. Ora si tratta di recuperare il tempo perso e per questo, alla vigilia dell’assemblea cittadina, le ipotesi per l’immediato avvio della campagna elettorale per le comunaii del 2027 spaziano ancora da un estremo (subito flirt con Schietroma e sostegno a Vincenzo iacovissi) all’altro (diamo spazio alla società civile come quella rappresentata da Anselmo Pizzutelli). In mezzo, ovviamente, una donna o un uomo di partito da proporre agli alleati che saranno disposti a condividere il programma di governo.
La dirigente: la strada unitaria intrapresa è quella giusta
La dirigente Elsa De Angelis sottolinea: “Innanzitutto sono contenta che siamo arrivati a questo punto, perché l’abbiamo raggiunto tutti insieme. Durante l’ultimo direttivo, molto partecipato, è emerso il desiderio di rilanciare la nostra comunità e la nostra azione politica sulla città; il desiderio di costruire un progetto serio per le prossime amministrative. Da questo congresso mi aspetto che le nostre parole si tramutino, come giusto che sia, in azioni concrete e atteggiamenti costruttivi. Mi sembra di poter dire che, alla fine, stiamo andando nella direzione giusta, in un quadro unitario in cui tutti sono responsabili e, soprattutto, consapevoli che il nostro obiettivo è Frosinone e non è centrato certo sui destini personali”. De Angelis aggiunge: “Può essere che nel Circolo ci siano pensieri differenti perché, Domenica all’Hotel Astor l’assemblea che si profila unitaria. Non esiste il pensiero unico. Ma noi sappiamo fare squadra e sappiamo d’essere tutti iscritti e militanti di un grande partito, capace di trarre ricchezza dalle tante piccole differenze interne. Siamo in ogni caso coscienti della necessità di andare avanti uniti: ce lo impone il rispetto per i cittadini e le cittadine di Frosinone”.

Il consigliere: l’alleanza includa tutta l’opposizione consiliare vera
“Il congresso è il culmine di un percorso che ci auguravamo potesse essere sviluppato prima e potesse portarci già da tempo ad un rilancio dell’azione politica – avverte il consigliere comunale dem, Norberto Venturi -. I congressi dovrebbero servire a questo. Però finalmente ci siamo arrivati ed è un dato di fatto positivo che dobbiamo sfruttare al massimo. Perché da questa assemblea verranno sia il programma di rilancio della città, sia lo schema di coalizione da creare, tra l’altro, con le forze della minoranza consiliare”.

Quali i confini della possibile aggregazione guardando a Palazzo Munari? Venturi spiega: “Penso alle forze di centrosinistra ma direi con tutte le opposizioni che l’hanno dimostrato coi fatti d’esserlo a questa amministrazione comunale. Penso che con tutti loro si possa sviluppare un programma rispettoso delle varie impostazioni e condiviso. Il nostro congresso sarà incentrato su questo, darà le indicazioni giuste. Faremo le nostre proposte sia in fatto di candidature delle nostre donne e dei nostri uomini che di programma e confronteremo il tutto con le proposte degli altri. Mi pare che questo sia il percorso più lineare e scevro da pregiudizi che si possa mettere in campo”.
Controcorrente, Ambrosiano denuncia: copione già scritto
Di tono diverso le dichiarazioni di un iscritto che si collca in posizione polemica rispetto alle anime di maggior rilievo: Gaetano Ambrosiano. “Nei congressi del Partito Democratico in provincia di Frosinone si consuma l’ennesima rappresentazione di una democrazia interna solo formale. Tra livello provinciale e congresso cittadino del capoluogo, il copione appare già scritto: candidature definite a monte, equilibri blindati e circoli ridotti al ruolo di semplici ratificatori. Il risultato è un processo svuotato, in cui il confronto politico reale è assente e la partecipazione degli iscritti diventa una finzione utile solo a legittimare decisioni prese altrove. Non è più un congresso, ma una messa in scena”.

“Si denuncia il decisionismo altrui e si praticano logiche identiche”
“Questa dinamica – tira le somme – non è solo un problema interno: mina alla radice la credibilità politica del partito, soprattutto quando si pretende di impartire lezioni di democrazia agli avversari. Denunciare il decisionismo altrui mentre si praticano logiche identiche — seppur meno esplicite — espone a una evidente contraddizione politica e culturale. A Frosinone, come altrove, il rischio è quello di un partito sempre più chiuso, autoreferenziale e incapace di rappresentare realmente il territorio. Senza una rottura netta con queste pratiche, ogni congresso continuerà a essere poco più di un passaggio burocratico, utile solo a certificare rapporti di forza già decisi”.