Processo Mollicone, “Serena poteva essere salvata. È morta soffocata dopo una lunga agonia”

A ribadirlo in aula, al presidente della Corte d'Assise d'Appello, è stata la professoressa Cristina Cattaneo, medico legale della Procura

“Serena Mollicone poteva essere salvata”. Lo ha ripetuto nuovamente la professoressa Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa del Labanof di Milano chiamata dai giudici della Corte di Assise d’Appello di Roma che hanno riaperto, il 26 ottobre scorso, il dibattimento. La tanatologa ha affermato ciò che aveva vergato nella relazione di oltre duecento pagine consegnata alla Procura di Cassino nel novembre del 2017.

“La morte di Serena non è stata immediata la sua agonia è durata da una a dieci ore e quindi poteva essere salvata”, ha affermato Cattaneo, consulente della procura. Il perito ha aggiunto che la ferita sul cranio della giovane è “compatibile con buco trovato nella porta della foresteria della caserma dei carabinieri di Arce. La testa ha impattato con l’arcata zigomatica”.

Una ricostruzione questa che viene supportata dalle tante analisi tecnico-scientifiche che sono state compiute sia sul corpo della studentessa che nei locali dell’alloggio a trattativa privata in utilizzo alla famiglia Mottola, presenti all’interno della caserma dei Carabinieri di Arce.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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