Raccolta rifiuti, “Che fine fa la plastica in città?”: Ceccano2030 interroga sui dati assenti

Il Collettivo: "I ceccanesi, a fronte di un aumento della Tari, hanno visto una riduzione della percentuale di raccolta differenziata"

“A Ceccano deve esserci uno strano mostro mangiaplastica che si aggira indisturbato per le strade della città, se negli ultimi anni non risultano i dati della plastica riciclata dai ceccanesi nei dati ufficiali pubblicati recentemente dal catasto dei rifiuti di ISPRA. E diminuisce negli anni pure la raccolta dei quantitativi della carta, (del 25%), dell’organico (meno 20%), del legno, (del 50%), dei rifiuti elettrici (del 50%), del vetro (meno 15%). I ceccanesi, a fronte di un aumento della Tari, costante negli ultimi quattro anni, hanno visto una riduzione della percentuale di raccolta differenziata scesa ai livelli del 2012. – Così in una nota il Collettivo Ceccano2030 interroga.

Le cause di questa tendenza negativa vanno rintracciate in un sistema di raccolta che non tiene insieme qualità e prevenzione dei rifiuti avviati a smaltimento e il non aver capito che riducendo di un giorno la raccolta differenziata non si sarebbe favorito il conferimento dei rifiuti ma soltanto la ditta che avrebbe avuto meno costi di gestione, penalizzando anche i lavoratori che si sono visti calare lo stipendio. – Prosegue la nota – Ci auguriamo che il piccolo miglioramento nella raccolta notato dopo le multe comminate alla ditta che gestisce la raccolta differenziata venga confermato prossimamente ma ci chiediamo perché all’ultima amministrazione comunale veniva permesso di non rispettare gli accordi a fronte di una cifra di 450.000 euro (oltre IVA), a titolo di ristorni e ricalcoli per i corrispettivi in materia di gestione dei rifiuti dovuti all’Ente, inserita in contabilità a titolo di “ricavi pregressi nettezza urbana”; somma riconosciuta – anche se risultano in essere ed in corso di definizione le attività istruttorie finalizzate alla verifica finale di conformità e chiusura del predetto affidamento contrattuale al fine di certificare l’avvenuto rispetto delle caratteristiche tecniche, economiche e qualitative delle prestazioni, nonché degli obiettivi e dei tempi, in conformità delle previsioni e pattuizioni contrattuali – dalla ditta che gestisce attualmente il servizio rifiuti in seguito alle verifiche effettuate in contraddittorio con la stessa società che ha gestito in appalto il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con il sistema del “porta a porta”, nonché dei servizi di igiene urbana e connessi e del centro di raccolta comunale, per il periodo temporale 2018/2022, e successiva proroga sino al 30 giugno 2024. – Sottolineano dal Collettivo.

Tale somma è il frutto di ricavi della vendita dei rifiuti da parte della società che gestiva (e gestisce) la raccolta dei rifiuti differenziati nel comune di Ceccano oppure è una sorta di risarcimento per i servizi previsti e mai garantiti? E se è una somma derivante dalla vendita dei rifiuti differenziati, come è stato calcolato il dovuto visto che il preventivato dalle stime fatte parlava di una cifra doppia rispetto a quella di cui si parla? La ditta vincitrice aveva tutte le caratteristiche per partecipare alla gara non avendo definito (nemmeno adesso) l’avvenuto rispetto delle caratteristiche tecniche, economiche e qualitative delle prestazioni, nonché degli obiettivi e dei tempi, in conformità delle previsioni e pattuizioni contrattuali per il servizio svolto negli anni passati, oppure magari c’è stata qualche “deroga” o cavillo contrattuale che è sfuggito ai ceccanesi? – Incalzano ancora da Ceccano2030 – Speriamo che almeno il mostro mangia plastica sia stato cacciato da Ceccano e che dall’anno prossimo i cittadini possano tornare a sapere quanta plastica hanno prodotto. Mentre l’amministrazione di destra ha aumentato le tasse ai ceccanesi, da anni manca la minima trasparenza sulla quantità di ogni tipo di rifiuto differenziato, su chi e quanti sono gli acquirenti dei rifiuti da riciclare, in che siti tali prodotti vengono portati, a che fine sono destinati i rifiuti riciclati e a quanto ammonta il ricavato per tale ciclo dei rifiuti, a conferma della mancanza di trasparenza di chi ha governato la città e delle loro gravi incapacità amministrative. Riteniamo che la gestione dei rifiuti sia strategica per la costruzione di un altro futuro possibile, tema sul quale Ceccano2030 – collettivo costituito da Ceccano a Sinistra (Prc e Pci), +Europa, Sinistra Italiana, Comitato Acqua Pubblica, insieme a tanti cittadini non iscritti a partiti o movimenti – è più volte intervenuta con iniziative pubbliche, commenti e proposte concrete.

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