Rifiuti, è battaglia: la Lega contro “l’arrampicata sugli specchi” di Fabio De Angelis

Lo scontro è appena cominciato: i consiglieri provinciali della Lega Andrea Amata e Luca Zaccari incalzano la Saf. "Il punto è politico"

“Quando chi amministra un ente si trincera dietro l’accusa di demagogia per replicare alle sacrosante e doverose considerazioni di coloro che non ne condividono la gestione, significa due cose: che non ci sono più appigli a cui attaccarsi nell’arrampicata sugli specchi e che quanto evidenziato ha colpito nel segno”. – Lo dichiarano i consiglieri provinciali della Lega Andrea Amata e Luca Zaccari che continuano ad incalzare il presidente della Saf rispetto al debito milionario che sta per abbattersi sulle tasche dei cittadini. 14 milioni di euro, per l’esattezza. Tanto dovranno sborsare famiglie e imprese dei 91 comuni della provincia di Frosinone per il conguaglio 2019-2022. Ad annunciarlo era stato il Presidente della Saf – la Società Ambiente Frosinone – Fabio De Angelis, durante la seduta di insediamento del Comitato per la Ripresa e lo Sviluppo Sostenibile tenutasi in Provincia. LEGGI QUI

Un annuncio che, come era prevedibile, non è passato in sordina e che ha dato vita ad uno scontro politico al vetriolo. La Lega continua ad incalzare, a viso aperto. De Angelis risponde, tra le righe, con “mezzi propri”. Nessuna nota ufficiale, al momento, è arrivata alla stampa da parte del Presidente della Saf sulla querelle.

Per questo Amata e Zaccari insistono: “Ci sono 14 milioni di euro che dovranno sanare i cittadini, ci sono ulteriori aumenti per le altre annualità e che cosa fa Fabio De Angelis? In pratica, ci dice che è tutto normale, che i sindaci già ne erano a conoscenza e che bisogna solo ratificare questo buco e far rimpinguare le casse con il ricorso all’aumento delle bollette per gli utenti. Lo stesso De Angelis però non ci dice quanto costa la Saf, a chi sono affidati gli incarichi, i costi della Remat Lazio di San Giorgio a Liri che ha affidato al suo predecessore Lucio Migliorelli (già caposegreteria dell’assessore regionale ai rifiuti del Pd Mauro Buschini), a quanto ammontano le sponsorizzazioni che la società che si occupa di smaltimento rifiuti elargisce. Insomma tutta una serie di domande che vengono eluse dal buon Fabio. O meglio, bollate come demagogia, a carico dei cittadini contribuenti dimentica però di specificare”.

“Quanto alla nostra presa di posizione – concludono Amata e Zaccari – la rispieghiamo per l’ennesima volta, sperando che risponda nel merito e non devii su altri terreni. Il punto è politico: il deficit nel sistema del ciclo dei rifiuti ha una ben precisa responsabilità, quella che i cittadini hanno spazzato via un anno fa affidando a Rocca e al centrodestra la vittoria e la guida della Regione Lazio. Invece, in provincia di Frosinone, specie in importanti aziende, vengono perpetrate operazioni consociative, quasi per riabilitare e dare sussistenza a quelli che tanti danni hanno prodotto. Questo non va bene: non va bene perché si tradisce il mandato degli elettori, si tradisce la politica, si tradisce quel principio di chiarezza che ha permesso al centrodestra di vincere le elezioni nel febbraio 2023”. – Gli esponenti della Lega faranno per caso riferimento al buon Mauro Buschini? A ben vedere, infatti, è lui che oggi siede nel Cda della Saf dopo il caos legato alla vicenda Egato.

“Soltanto dopo aver fatto chiarezza rispetto a questo punto dirimente, allora il presidente della Saf potrà avere quella autorevolezza e quella necessaria agibilità per aprire un tavolo di confronto con la Regione e trovare soluzioni per tutelare i cittadini. Perciò abbiamo sollevato il problema, perché alla base di tutto c’è un peccato originale politico che va sanato”.

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