Saf: i fondi regionali andati a pagare i debiti dei Comuni per i conguagli. Dagli 1,9 milioni di Frosinone ai 960mila euro di Cassino

I 13 milioni e 800.000 euro a fondo perduto hanno consentito di evitare dissesti finanziari e stangate sui cittadini contribuenti

I fondi regionali erogati dalla giunta del presidente Francesco Rocca per saldare i conguagli che i Comuni dovevano alla Saf dal 2007 non sono stati erogati per ripianare i bilanci della Società Ambiente Frosinone ma per evitare ai Comuni esborsi che avrebbero potuto mettere in crisi gli equilibri finanziari delle amministrazioni. Basti pensare alle cifre che la giunta Rocca ha pagato per conto delle città maggiori: un milione e 928mila euro i conguagli per Frosinone, 960mila per Cassino, 809mila per Sora, 661mila euro per Ferentino, 522mila per Veroli, 471mila euro per Alatri, 460mila euro per Anagni, 460mila per Pontecorvo, 432mila euro per Ceccano, 398mila euro per Fiuggi, e così via a scendere ma sempre per cifre consistenti.

Le polemiche politiche e giornalistiche che si sono sviluppate dopo l’assemblea Saf che ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2024 hanno spinto il presidente Saf Spa, Fabio De Angelis, a ricostruire alcuni passaggi chiave vissuti la
scorsa settimana.

Innanzitutto, sottolinea “l’approvazione all’unanimità dei presenti del documento contabile, fatto questo che non accadeva da anni. Il voto unanime al bilancio della Saf premia il lavoro di squadra che ha visto impegnati, con tenacia, il CdA, la dirigenza, le maestranze ed è il più gratificante apprezzamento che i sindaci hanno tributato e un’apertura di fiducia rispetto agli ulteriori programmi della
società”.

De Angelis: numeri del Bilancio positivi grazie alla riduzione dei costi

“Il risultato straordinario – aggiunge – è dato non solo dal fatturato complessivo che ha avuto un incremento del 34% ma dalla riduzione significativa dei costi che solo per l’acquisto del materiale di manutenzione è scesa del 55%. L’incremento dei ricavi di 7.866.859 €, ammonta a 33.091.255 €, ottenuti grazie ad un incremento del 32% dei volumi lavorati dei rifiuti indifferenziati (da 83.000 tonnellate del 2023 a 110.000 tonnellate del 2024 ). Gli obiettivi che ci eravamo posti raggiungendo l’utile d’esercizio sono stati raggiunti, ora resta il consolidamento degli equilibri finanziari ed il revamping tecnologico dell’impianto di Colfelice. Ma – avverte – tutto questo potrà avvenire grazie al provvedimento che si appresta ad adottare la Regione Lazio che stanzierà un fondo di 13.800.000 euro destinato ai comuni della
nostra provincia. Questo finanziamento consentirà ai comuni di saldare a Saf Spa i conguagli dal 2007, ossia i maggiori costi sostenuti dalla socioetà per garantire la regolarità del servizio. La misura, come motivato in assemblea dei soci dall’assessore regionale Giancarlo Righini, in sintonia con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, è il riconoscimento al sacrificio che la nostra provincia ha dovuto sostenere dal 2004 per accogliere i rifiuti di Roma e del Lazio, evitando l’emergenza ambientale della Capitale d’Italia”.

“Senza erogazione della giunta Rocca sarebbero arrivate cartelle Tari maggiorate”

“La somma concessa dalla Regione è a sostegno dei comuni e non della SAF – tiene a sottolineare De Angelis -. Quelle somme sono dovute a fronte degli aumenti approvati dalla Regione Lazio a partire dal 2014. È a tutti noto che i costi per gestire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono a carico di ciascun comune. Questo provvedimento evita che il costo dei conguagli finisca sulle tasche dei cittadini della provincia di Frosinone. Senza questo provvedimento già dal prossimo anno i comuni avrebbero recapitato cartelle Tari con importi maggiorati. Lo stanziamento regionale mette in salvo i comuni, mette al riparo i cittadini da aggravi del tributo Tari e permette a Saf Spa, società interamente pubblica, di investire per migliorare il ciclo integrato dello smaltimento dei rifiuti”.

L’assessore Righini: compensati i disagi subiti delle comunità locali

“Questo provvedimento – aveva dichiarato da parte sua l’assessore Righini – mette in salvo Saf SpA, ma soprattutto scongiura il rischio di dissesto economico cui sarebbero andati incontro i comuni della provincia di Frosinone se avessero dovuto pagare quei conguagli. È un atto di alto valore risarcitorio che, come Regione Lazio, abbiamo ritenuto di riconoscere alla Ciociaria per compensare le comunità locali dei disagi e dei sacrifici sostenuti per avere accolto, quando è servito, anche i rifiuti provenienti da fuori provincia. Si tratta di un beneficio che abbiamo potuto concedere perché la Corte dei Conti, con il giudizio di parifica, ha certificato la corretta gestione delle risorse regionali, autorizzando investimenti e ulteriori spese per 120 milioni di euro nel 2025”.

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