Purtroppo sono le stesse forze dell’ordine a confermare che i furti di elementi di rame ed ottone nei cimiteri italiani sono in crescita, un fenomeno evidentemente “stimolato” dall’elevato valore dei metalli. Raid sempre più frequenti a danno di vasi, maniglie, borchie, immagini sacre, candelabri, statue decorative e via dicendo, con ovvie reazioni di sdegno espresse dai parenti dei defunti e legittime richieste di maggiori controlli, invocando sistemi di videosorveglianza nei camposanti.
Tombe depredate, profanate, danneggiate: gesti ignobili, vili, intollerabili, che non rappresentano solamente un reato bensì recepite come un oltraggio alla memoria dei defunti, gli affetti più cari, ed al dolore delle rispettive famiglie. Rubare in un luogo sacro come il cimitero equivale a calpestare la dignità di una comunità civile.
La segnalazione più recente riguarda il Cimitero Comunale di Sora dove l’immagine di Padre Pio, in ottone, incollata ed ancorata alla lapide con delle viti, è stata smontata e sottratta dalla tomba di una donna. Non si possono tollerare simili atti, non si può continuare a restare indifferenti, i cittadini non devono “abituarsi” e rassegnarsi ad un tale degrado di umanità. Le forze dell’ordine consigliano di denunciare queste circostanze, sempre.