La Cgil di Roma e del Lazio e la Fiom Cgil di Frosinone e Latina, in una nota congiunta, rilanciano la richiesta di un piano industriale e di sviluppo per invertire la tendenza dello stabilimento Stellantis di Cassino. “Abbiamo incontrato la Regione Lazio sul futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino, del suo indotto e degli appalti in vista dell’incontro delle regioni coinvolte con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso di venerdì 24 aprile. Un tavolo che ha visto la presenza delle parti datoriali in cui abbiamo ribadito le nostre priorità e richieste d’intervento. Siamo nel mezzo della più grave crisi degli ultimi anni per lo stabilimento di Cassino e il grande sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del 20 marzo scorso lo ha dimostrato con forza. Serve un’azione concreta per cambiare il quadro industriale e occupazionale e dare futuro allo stabilimento e al territorio”.


“Come dimostrano i dati della produzione – prosegue la nota – la situazione di Cassino è diversa anche da quella degli altri stabilimenti del gruppo. I dati del primo trimestre 2026 confermano che quello di Cassino è oggi il sito più in difficoltà dell’universo Stellantis. Non possiamo accontentarci di annunci o di impegni generici. Uno stabilimento che in quattro mesi produce appena 3 mila auto è, di fatto, uno stabilimento quasi fermo. Eppure parliamo di un sito che potrebbe dare lavoro a decine di migliaia di persone e arrivare a produrre fino a 300 mila vetture. Per questo chiediamo che la Regione Lazio, insieme alle istituzioni, alle forze sociali e alla politica, si assuma fino in fondo la responsabilità di costruire un piano industriale e di sviluppo per invertire la tendenza”.
Incontro del tavolo laziale in vista del vertice del 24 aprile al Mimit
Cgil regionale e Fiom del Lazio meridionale sostengono di essere convinte “che la Regione Lazio debba far sentire la propria voce e usare tutto il proprio peso istituzionale nei confronti di Stellantis e del Governo. Non possiamo accettare un piano che riproponga modelli già annunciati, produzioni a basso volume e una prospettiva di lenta consunzione dello stabilimento. Serve invece un vero rilancio, fondato su scelte industriali lungimiranti, sul coinvolgimento del Governo e sulle opportunità che possono arrivare anche dalle politiche europee. Cassino non può restare ostaggio dell’assenza di investimenti della multinazionale, perché da quel sito dipende una parte cruciale delle prospettive di sviluppo industriale dell’intera regione”.
Inoltre, sulla questione degli appalti e dell’indotto, dove la crisi non è più soltanto una prospettiva ma una realtà già fatta di licenziamenti “chiediamo risposte rapide ed urgenti – avvertono Cgil Lazio e Fiom Frosinone/Latina -. Abbiamo ribadito la necessità bloccare le procedure di licenziamento, di costituire il bacino delle lavoratrici e dei lavoratori dell’indotto, del sostegno a chi ha già perso il lavoro e delle misure necessarie per dare continuità occupazionale e reddituale. Allo stesso tempo non possiamo rassegnarci all’idea che il personale diretto debba vivere stabilmente di cassa integrazione”.
“Ci aspettiamo – conclude il documento – che ci sia ora, prima della definizione del piano da parte di Stellantis, una forte iniziativa politica e istituzionale affinché ci sia il rilancio dello stabilimento, a partire dalla convocazione di un consiglio regionale straordinario con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Infine, data l’importanza della vertenza, su cui continueremo a mobilitarci crediamo sia indispensabile la presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ai prossimi incontri”.