L’assenza di strategie di reazione del ministro Urso al disimpegno di Stellantis e al crollo indotto dell’automotive nazionale è finita al centro di un’interpellanza urgente al titolare del Mimit da parte di 21 parlamentari: Peluffo, Schlein, Braga, Casu, Ciani, De Micheli, Di Biase, Di Sanzo, Fossi, Gnassi, Gribaudo, Guerra, Laus, Madia, Mancini, Morassut, Orfini, Pandolfo, Prestipino, Sarracino, Scotto. Intanto il titolare del Mimit accoglie la richiesta della Regione Lazio di un confronto specifico sul sito di Piedimonte San Germano con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Partiamo dall’interpellanza. “Premesso che – vi si legge – lo stabilimento Stellantis di Cassino rappresenta uno dei principali poli industriali del Lazio e dell’intero Mezzogiorno, con un ruolo strategico per l’occupazione e l’indotto del territorio; da tempo il sito produttivo attraversa una fase di profonda crisi, con una drastica riduzione dell’attività lavorativa, che nei primi tre mesi dell’anno si è limitata a poche giornate”.
Inoltre che “tale situazione ha determinato un ricorso sempre più strutturale agli ammortizzatori sociali che, se utilizzati in maniera prolungata, rischiano di trasformarsi da strumenti temporanei di tutela a condizioni ordinarie, evidenziando una criticità sistemica; la crisi si è inevitabilmente riflessa anche sulle aziende dell’indotto, con l’annuncio di licenziamenti in alcuni siti produttivi; la crisi in atto non appare più temporanea, ma strutturale, e richiede un intervento urgente e coordinato, un piano industriale credibile che garantisca continuità produttiva, tutela dei livelli occupazionali e valorizzazione delle competenze presenti nel territorio, dal momento che esiste il concreto rischio di una desertificazione produttiva, con conseguenze potenzialmente irreversibili per un’area già caratterizzata da fragilità economiche”.
Governo interrogato sulle scelte industriali per il sito di Piedimonte
Oltretutto i 21 parlamentari sottolineano come “permangono incertezze significative circa il futuro dello stabilimento, gli eventuali investimenti previsti e le prospettive occupazionali in Stellantis come in aziende dell’indotto”. Per queste ragioni chiedono “quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per affrontare la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino e sostenere i lavoratori coinvolti e l’intero indotto economico del territorio; se il Governo sia a conoscenza dei piani industriali dell’azienda relativi al sito di Cassino e quali siano le prospettive produttive e occupazionali previste, anche al fine di assicurare che eventuali processi di riorganizzazione industriale non penalizzino il sito di Cassino e il tessuto socioeconomico locale”.
“Se non si ritenga necessario attivare con urgenza un tavolo istituzionale di confronto tra Governo, azienda, organizzazioni sindacali ed enti locali; quali politiche industriali il Governo intenda promuovere per evitare fenomeni di desertificazione produttiva nell’area e garantire uno sviluppo sostenibile del territorio”.
A fine giugno tavolo al Mimit per monitorare il Piano Italia
Intanto il ministro Urso, dopo essersi visto sabotare e smembrare il comparto auto italiano da 6 anni a questa parte, in un’intervista si dice preoccupato per i nuovi dazi imposti da Trump e, quanto alla situazione nazionale, avverte che “a fine giugno, al tavolo automotive, monitoreremo anche l’attuazione del Piano Italia di Stellantis che ha garantito sette miliardi di acquisti nel 2025 dalla filiera automotive”. Proprio in merito a Stellantis, incredibilmente ha riconosciuto una ripresa della produzione, anche se “problemi vi sono ancora, soprattutto a Cassino, che mi riprometto di affrontare a breve anche con il governatore Rocca e, ovviamente, con l’azienda”.
Infine, in merito alla possibilità di investitori cinesi in Italia nel settore auto, Urso ha replicato dicendo: ‘Noi siamo aperti agli investimenti esteri, purchè creino sviluppo, produzione e occupazione nel nostro Paese, soprattutto nelle nuove frontiere tecnologiche e quindi anche nel filone della mobilità elettrica”. Vanno anche ricordate le ultime dichiarazioni del ceo Stellantis, Antonio Filosa, che in riferimento agli accordi coi cinesi è sembrato spingere sul freno: “Abbiamo una partnership con Leapmotor che ha grande successo in Europa e non solo. Siamo riusciti a crescere molto insieme dal punto di vista commerciale. Stiamo imparando molto e abbiamo il massimo interesse per continuare a farla crescere. (…) “Ovviamente sappiamo che la nostra presenza industriale in Europa dispone di una capacità molto ampia e il nostro primo obiettivo è aumentare il grado di utilizzo della capacità nei nostri stabilimenti. La prima arma a nostra disposizione è aumentare i volumi ed è proprio quello che abbiamo fatto”. Come no!