Stellantis, lavoratori in povertà mentre Filosa ed Elkann si vedono approvare 8 milioni di euro di stipendi

Blocco produttivo prolungato al 24 aprile proprio mentre ad Amsterdam l'assemblea dei soci approva la remunerazione dei vertici del gruppo

A doverla sintetizzare la situazione di Stellantis è paragonabile all’industria olearia dove ci sono le olive torchiate ed i torchiatori. Sotto, ad essere spremuti, ci sono i lavoratori in stato ormai di povertà, con salari decimati dagli ammortizzatori sociali prolungati: a Cassino prolungheranno le ferie di Pasqua fino al 24 aprile, in attesa della ripresa del turno unico. Ma ce ne saranno altri che rimarranno ulteriormente fuori dalle officine, perché in solidarietà e in attesa del “loro” turno unico dal 27 aprile (si montano auto a settimane alternate).

Dall’assemblea dei soci di Amsterdam arrivano invece ottime notizie per i vertici del gruppo francese: e siamo al livello di coloro che decidono e torchiano la sottostante macchina produttiva. Antonio Filosa, in carica dallo scorso 18 luglio, ha ricevuto nel 2025 compensi complessivi per 5,424 milioni di euro, di cui 1,424 milioni di salario base. Il presidente John Elkann ha invece avuto compensi complessivi per 2,45 milioni di euro (contro i 2,797 milioni del 2024), di cui 960.293 euro di salario base, fringe benefit per 396.848 euro e incentivi di lungo termine per 1,093 milioni. Magari dovrà tirare la cinghia.

Palazzina uffici, verso un contratto di fitto a società sarda

A Piedimonte si apprendono ulteriori notizie sulla ristrutturazione che dovrebbe portare all’incredibile trasformazione in studentato della palazzina uffici dello stabilimento. L’immobile sarebbe in contratto di fitto (non di vendita come scritto ieri) ad una società sarda che provvederà alla trasformazione edilizia ed alla realizzazione di 400 alloggi per studenti. La pratica è stata approvata e si tratterebbe di un contributo dallo Stato di 8 milioni di euro (19960 euro a posto letto) da spendere al più presto perché fondi tutti del Pnrr.

Quanto alla dismissione degli altri capannoni all’interno del perimetro dello stabilimento c’è sempre una spada di Damocle legata all’immondizia ed al famoso studio portato avanti dal Politecnico di Torino – incaricato dalla Provincia di Frosinone – che individua come area preferenziale per futuri impianti di trattamento rifiuti proprio la zona dove sorge lo stabilimento ex Fiat. Una prospettiva perfino peggiore dell’ospitalità di universitari che si troveranno, nel caso, in un’isola che non c’è. Avete mai visto dei ragazzi rinchiusi in uno stabile circondato da officine per lo più deserte e spettrali? Ecco un bel racconto distopico che sta per avverarsi. Un po’ come la vertigine dello scontro tra presidenza Usa e Vaticano. Figurati se succede!

L’ad del gruppo dice di avere priorità chiare e obiettivi credibili

Intanto all’Investor Day Stellantis del 21 maggio il ceo Antonio Filosa annuncerà il nuovo piano industriale del ‘grandioso’ gruppo parigino – che da ultimo, non avendo più niente da eliminare in fatto di italiani, ha cacciato 650 ingegneri tedeschi Opel per investire 120 milioni di euro all’ombra della Tour Eiffel -: si dovrebbe capire anche se il manager partenopeo pensa che il moribondo stabilimento cassinate abbia un futuro, con quali volumi produttivi e soprattutto con quanti lavoratori. “Illustreremo la prossima fase della nostra strategia, con priorità chiare, obiettivi credibili e una roadmap mirata per la sua attuazione”, ha scandito Filosa.

Il manager si è soffermato sulle azioni intraprese “per correggere la rotta”: “Abbiamo condotto una revisione completa della nostra strategia e delle nostre operazioni. Abbiamo riallineato i nostri piani alle preferenze dei clienti e alle realtà del mercato, identificato e risolto i problemi di produzione e qualità e iniziato a colmare sistematicamente le lacune operative”. Il presidente Elkann ha da parte sua rassicurato gli azionisti: “Nonostante le difficoltà, Stellantis ha dimostrato una forte resilienza nel 2025 e ha gettato le basi per la ripresa. Guardiamo al 2026 con umiltà riguardo alle sfide future e con rinnovata fiducia nella nostra capacità di affrontarle”.

La Fiom: ottimismo di Filosa ed Elkann fuori luogo visto dall’Italia

“L’ottimismo delle dichiarazioni del presidente John Elkann e dell’amministratore delegato Antonio Filosa va contestualizzato in considerazione che il 2025 è stato l’anno peggiore nella storia del gruppo Stellantis. Seppure in Italia siano state avviate nuove produzioni tra la fine del 2025 e il 2026, la situazione in alcuni stabilimenti resta drammatica”. Lo hanno detto Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità. “In quasi tutti i siti continua la carenza produttiva e il massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali. Solo le assegnazioni di nuovi modelli, come sta avvenendo per la 500 ibrida a Mirafiori e la Jeep Compass ibrida a Melfi, che continuiamo a ritenere insufficienti per la saturazione dei due stabilimenti, possono garantire un graduale rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione”, ha aggiunto.

La paralisi del sito cassinate arriva in piena direzione nazionale del Pd

Echi sulla gravissima situazione di fermo produttivo prolungato a Stellantis Cassino anche dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico. “Sono intervenuto nell’organismo nazionale più importante del Partito, davanti alla segretaria Elly Schlein e ai massimi dirigenti del PD, per portare il grido di dolore di un territorio che con la crisi di Stellantis, comincia a subire un impoverimento sociale ed economico senza pari – ha spiegato Danilo Grossi -. Le giornate di lavoro degli operai dall’inizio dell’anno sono pochissime e la preoccupazione si interseca con la paura che tutto possa ancora peggiorare, mentre migliaia di famiglie di operai Stellantis e dell’indotto cominciano ad essere realmente sul lastrico. La provincia di Frosinone, quella di Latina e di Caserta, cominciano a subire i segni veri di questo dramma ed il rischio è che la criminalità organizzata possa approfittarne”.

Grossi: ma siamo nelle mani di un governo del tutto assente

“Dopo la grande manifestazione organizzata dai sindacati e dalle amministrazioni comunali a Cassino ci aspettiamo una presa di posizione concreta da parte del governo – ha avvertito Grossi -. Un governo finora completamente assente e senza autorevolezza. Dovrebbe risolvere questa crisi, come tante altre, il Ministro Urso. Lo stesso Ministro Urso che al Vinitaly ha dichiarato che non si sono chiusi gli accordi in modo favorevole a Islamabad tra USA e Iran, a causa della mancanza del vino. E lo ha detto seriamente. Ecco, purtroppo siamo in mano a rappresentanti istituzionali di questa autorevolezza. Per questo motivo il Partito Democratico, già presente con forza alla manifestazione di Cassino, è ingaggiato ad ogni livello (nazionale, europeo e regionale) con atti parlamentari e prese di posizione chiare per fare in modo che il governo prenda dei provvedimenti nei confronti di Stellantis”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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