“The good lobby”, Caligiore si avvale della facoltà di non rispondere: l’ex sindaco resta in silenzio

L'ormai ex sindaco è comparso questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Frosinone accompagnato dal suo legale Paolo D’Arpino

L’ormai ex sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, ai domiciliari dall’alba di giovedì 24 ottobre, a seguito dell’inchiesta “The good lobby”, è comparso questa mattina, alle 10.30, presso il Palazzo di Giustizia di Frosinone, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Paolo D’Arpino. Davanti al Gup, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. L’ex primo cittadino, al momento, ha scelto la strada del silenzio perché, come spiegato dal suo legale, vista la mole di documentazione agli atti, che non sono riusciti ad esaminare, si sono presi del tempo per farlo. A seguito dell’attenta lettura del voluminoso fascicolo adotteranno una strategia difensiva e non si esclude che possano richiedere un nuovo interrogatorio.

Oggi in Tribunale per gli interrogatori di garanzia anche Elena Papetti, ai domiciliari, difesa da Riccardo Masecchia. Nel pomeriggio, alle 15.30 sarà la volta di Frank Ruggiero per il quale, lo ricordiamo, è scattata la misura cautelare non detentiva. Con lui l’avvocato Armando Pagliei. LEGGI QUI

Tredici in totale le misure eseguite dalla Squadra Mobile nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura europea. Trentaquattro, al momento, i nomi totali iscritti sul registro degli indagati e tra questi figurano volti molto noti. Pesanti le accuse: l’associazione per delinquere per gli inquirenti è stata in grado di gestire illecitamente una serie di concessioni pubbliche e autorizzazioni e l’assegnazione di appalti pubblici per un valore accertato intorno ai 5 milioni di euro, riscuotendo illecitamente denaro attraverso un innovativo e articolato sistema di tangenti. I flussi di denaro, riciclati attraverso un sistema di fatturazioni e bonifici verso aziende fittizie, sono stati poi monetizzato e consegnati a mano ai vertici dell’associazione. Gli appalti cui gli indagati si sono mostrati interessati sono finanziati con fondi del P.N.R.R. e con fondi europei per la gestione dell’accoglienza dei migranti. Ora si attende di conoscere la strategia difensiva che porteranno avanti i legali degli altri indagati.

  • Aggiornamento: si è avvalso della facoltà di non rispondere anche l’ingegnere di Sora, Stefano Polsinelli che ha tuttavia respinto le accuse. Difeso dai legali Sandro Salera e Paolo Marandola si è riservato di essere ascoltato in un secondo momento dopo aver esaminato tutti gli atti di indagine. Stefano Anniballi ha adottato la stessa linea difensiva.
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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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