Un’escalation fatta di telefonate incessanti, post diffamatori sui social, appostamenti sotto casa e perfino incursioni sul luogo di lavoro. Una spirale di presunte vessazioni che sarebbe andata avanti per mesi, fino a rendere necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Nella giornata del 18 marzo 2026, i Carabinieri della Stazione di Torrice hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda una donna di 57 anni, residente a Torrice, gravemente indiziata del reato di atti persecutori ai danni della propria sorella. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori.
L’indagine
L’indagine trae origine da una serie di denunce-querele presentate dalla vittima a partire dal mese di settembre 2025. La donna avrebbe riferito di essere stata sottoposta a reiterate condotte moleste, vessatorie e intimidatorie, tali da provocarle un grave e perdurante stato di ansia e da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita.
Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma hanno consentito di delineare un quadro definito dagli inquirenti come assillante e persecutorio. Tra gli episodi contestati figurano numerose molestie telefoniche e telematiche: in un’occasione sarebbero state registrate fino a cinquanta chiamate in un solo giorno, indirizzate sia all’utenza privata della persona offesa sia al numero dell’ufficio presso cui la stessa lavora.
Non solo. L’indagata avrebbe pubblicato con sistematicità post ingiuriosi e denigratori sulla piattaforma Facebook, con l’intento di colpire la reputazione personale e professionale della sorella. Le presunte vessazioni si sarebbero estese anche al luogo di lavoro della vittima, con incursioni durante le quali sarebbero state pronunciate offese in presenza di colleghi e clienti, esponendola al rischio di ripercussioni occupazionali.
A completare il quadro, frequenti appostamenti e transiti sotto l’abitazione della persona offesa, accompagnati dall’uso insistente del clacson e dall’invio di biglietti dal contenuto ingiurioso e minaccioso.
Alla luce della gravità e della persistenza delle condotte contestate, aggravate anche dall’utilizzo di strumenti telematici, il Giudice ha disposto per la 57enne il divieto di avvicinarsi a meno di mille metri dall’abitazione, dal luogo di lavoro e da qualsiasi altro posto abitualmente frequentato dalla sorella. È stato inoltre imposto il divieto assoluto di comunicare con la persona offesa con qualsiasi mezzo, sia esso visivo, telefonico o telematico, compresi i social network.
A ulteriore tutela della vittima, è stata disposta l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il cosiddetto braccialetto elettronico, che consentirà di monitorare in tempo reale il rispetto delle distanze imposte dall’autorità giudiziaria.
Si precisa che la donna è, allo stato, solamente indiziata di delitto e che la sua posizione sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.