Undici gol, un assist, prestazioni sempre più convincenti e l’urlo liberatorio nell’ultima gara contro il Mantova, quella del trionfale 5-0 che ha consegnato al Frosinone la promozione diretta in Serie A. Antonio Raimondo, attaccante classe 2004 arrivato in Ciociaria la scorsa estate, è stato uno dei protagonisti assoluti della straordinaria cavalcata giallazzurra.
Contro il Mantova ha firmato il momentaneo 4-0 su assist di Koutsoupias, mettendo il sigillo personale su una serata già entrata nella storia recente del club. Cresciuto nel vivaio del Bologna, dopo le esperienze con Ternana, Venezia e Salernitana, Raimondo ha trovato a Frosinone la stagione della definitiva consacrazione.



Nato a Ravenna il 18 marzo 2004, 185 centimetri per 73 chili, piede mancino e numero 9 sulle spalle, il giovane talentuoso ha disputato 36 partite in questa Serie B mettendo insieme 11 reti e un assist, diventando uno dei riferimenti offensivi della squadra di Alvini.
Lo abbiamo raggiunto per una intervista esclusiva pochi giorni dopo la serata della promozione.
L’intervista
- Allora Antonio, partiamo dalle emozioni. Che sensazioni hai provato dopo questa impresa?
“È qualcosa di incredibile. Ancora oggi faccio fatica a rendermi conto di quello che abbiamo fatto. Vincere un campionato così, davanti alla nostra gente, è un’emozione che difficilmente dimenticherò. Abbiamo costruito qualcosa di speciale durante tutta la stagione e credo che il gruppo abbia meritato questa promozione dal primo all’ultimo giorno”.
- A inizio anno l’obiettivo dichiarato era la salvezza. Quando avete capito che la Serie A poteva diventare realtà?
“Secondo me non c’è stato un momento preciso, una partita in particolare. Però già da gennaio dentro lo spogliatoio avevamo iniziato a crederci davvero. Lo vedevamo ogni giorno in allenamento, nel modo in cui affrontavamo le gare, nella mentalità che avevamo costruito. Sapevamo di essere forti e abbiamo lavorato tantissimo perché questo sogno diventasse realtà”.
- Qual è stato il vero segreto di questo Frosinone?
“L’unione del gruppo. Siamo stati una famiglia. Mister Alvini è stato bravissimo a creare l’amalgama giusta e a farci rimanere sempre umili anche nei momenti più belli. Nessuno si è mai sentito superiore agli altri. Tutti hanno dato qualcosa, anche chi giocava meno. E poi abbiamo avuto un grande cuore. Tante partite le abbiamo vinte proprio con la voglia”.
- Ti senti cambiato rispetto all’inizio della stagione?
“Sì, tantissimo. Mi sento cresciuto sotto tutti i punti di vista: tecnico, mentale, caratteriale. Ho imparato molto durante quest’anno, soprattutto nei momenti difficili. Quando indossi una maglia importante come quella del Frosinone senti responsabilità, ma è anche quello che ti aiuta a migliorare”.




- Undici gol in Serie B sono un bottino importante. C’è una partita a cui sei più legato?
“Quella col Mantova sicuramente resterà speciale perché ha chiuso un percorso meraviglioso e perché segnare in una serata così è stato incredibile. Però ci sono state tante partite importanti durante l’anno dove sentivo di stare aiutando la squadra anche oltre il gol”.
- Il tuo percorso è stato particolare: Bologna, Ternana, Venezia, Salernitana e poi Frosinone. Quanto ti è servito tutto questo?
“Tanto. Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa. Ogni avventura mi ha aiutato a crescere ancora, anche vivendo momenti complicati. Quest’anno però penso di avere trovato continuità e fiducia”.
- E adesso che futuro aspetta Antonio Raimondo?
“Ora voglio godermi questa promozione perché ce la siamo meritata davvero tanto. Per il futuro vedremo più avanti insieme alla società. Sicuramente giocare la Serie A con il Frosinone sarebbe bellissimo”.
- Infine un messaggio ai tifosi.
“Li devo soltanto ringraziare. Ci sono stati sempre vicini, anche nei momenti più difficili. Vedere lo Stirpe pieno, sentire il calore della città, è stato qualcosa di straordinario. Questa promozione è anche loro”.